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N° 31000 - 02/07/2017 _ stampa - -

Umbria,

via libera alla modulistica edilizia unificata

di Rossella Calabrese

I moduli sono resi disponibili dai Comuni dal 30 giugno, la versione digitale entro il 31 luglio 2017

 

 
 
La Regione Umbria ha deliberato il recepimento dei moduli unificati e standardizzati per l’edilizia e le attività produttive, approvati dalla Conferenza Unificata del 4 maggio 2017.
 
Lo ha annunciato l’assessore regionale alle riforme istituzionali e semplificazione, Antonio Bartolini, spiegando che, con tale atto “si compie un fondamentale passo avanti nel percorso di semplificazione amministrativa e di maggiore efficienza nell’erogazione dei servizi per cittadini e imprese”.
 
“La Giunta regionale - ha aggiunto l’assessore - ha così ottemperato sia a quanto previsto dall’accordo assunto in sede di Conferenza Unificata, sia a quanto stabilito dai decreti attuativi della riforma Madia per la semplificazione della modulistica unificata e standardizzata su tutto il territorio nazionale relativa alla presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni con riferimento all’edilizia e all’avvio di attività produttive alle pubbliche amministrazioni regionali e agli enti locali”.
 
“I Comuni - ha ricordato l’assessore - sono chiamati al recepimento di tale modulistica entro il 30 giugno, adeguandola, qualora necessario, alle specifiche disposizioni regolamentari e alla relativa pubblicazione sui propri siti istituzionali.
 
La veste informatizzata della modulistica verrà resa disponibile entro il 31 luglio. I cittadini, gli imprenditori e i professionisti potranno così accedere a tale modulistica per la presentazione delle proprie istanze ai fini dell’avvio e dell’esercizio delle proprie attività in materia di edilizia, commercio e artigianato”.
 
“La modulistica - ha concluso Bartolini - sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria del prossimo 28 giugno 2017 e resa comunque disponibile nel sito istituzionale della Giunta regionale nei canali tematici di riferimento”.

 
La modulistica approvata per l’attività edilizia è la seguente:
Modulo CILA;
Modulo SCIA;
Modulo ‘Dichiarazione per l’Agibilità’;
Modulo ‘Soggetti coinvolti’;
Modulo ‘Comunicazione fine lavori’;
Modulo ‘Permesso di Costruire’;
Modulo ‘Dichiarazione che tiene luogo dell’agibilità’;
Modulo ‘Elaborati progettuali minimi necessari a corredo delle istanze per i titoli abilitativi’; Modulo ‘Certificazione preventiva sull’esistenza e sulla qualità dei vincoli’;
Modulo ‘Dichiarazione di conformità del piano attuativo’. 
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N° 30981 - 20/06/2017 _ stampa - -

Terremoto centro Italia:

Firmate le Ordinanze n. 28 e 29/2017

14/06/2017 Vai alla fonte

 

 

Nel dettaglio:

  • Ordinanza 9 giugno 2017, n. 28 del Commissario del Governo per la ricostruzione nei territori interessati dal sisma del 24 agosto 2016
    Modifiche all'ordinanza n. 19 del 7 aprile 2017, recante “Misure per il ripristino con miglioramento sismico e la ricostruzione di immobili ad uso abitativo gravemente danneggiati o distrutti dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016”, misure di attuazione dell’articolo 2, comma 5, del decreto legge n. 189 del 2016, modifiche all'ordinanza commissariale n. 14 del 2016 e determinazione degli oneri economici relativi agli interventi di cui all'allegato n. 1 dell’ordinanza commissariale n. 14 del 16 gennaio 2017.
  • Ordinanza 9 giugno 2017, n. 29 del Commissario del Governo per la ricostruzione nei territori interessati dal sisma del 24 agosto 2016

  • Modifiche ed integrazioni all'ordinanza n. 12 del 9 gennaio 2017, recante “Attuazione dell’articolo 34 del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229”, all'ordinanza n. 10 del 19 dicembre 2016, recante “Disposizioni concernenti i rilievi di agibilità post sismica conseguenti agli eventi sismici che hanno colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo a partire dal giorno 24 agosto 2016” ed all'ordinanza n. 24 del 12 maggio 2017, recante “Assegnazione dei finanziamenti per gli studi di microzonazione sismica di III livello ai Comuni interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 e proroga di termini di cui all'ordinanza n. 13 del 9 gennaio 2017”.

 

 

L'Ordinanza n. 28 modifica l’Ordinanza n. 19 del 7 aprile 2017 recante “Misure per il ripristino con miglioramento sismico e la ricostruzione di immobili ad uso abitativo gravemente danneggiati o distrutti dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016”, misure di attuazione dell’articolo 2, comma 5, del decreto legge n. 189 del 2016, modifiche all’ordinanza commissariale n. 14 del 2016 e determinazione degli oneri economici relativi agli interventi di cui all’allegato n. 1 dell’ordinanza commissariale n. 14 del 16 gennaio 2017. L'Ordinanza è composta da 6 articoli e 5 allegati:

  • Articolo 1 - Modifiche all’ordinanza n. 19 del 7 aprile 2017
  • Articolo 2 - Misure attuative dell’articolo 2, comma 5, del decreto legge n. 189 del 2016
  • Articolo 3 - Modifica all’ordinanza commissariale n. 14 del 16 gennaio 2017 e determinazione degli oneri economici relativi agli interventi di cui all’allegato n. 1 dell’ordinanza commissariale n. 14 del 16 gennaio 2017, nonché modifica all’ordinanza commissariale n. 18 del 3 aprile 2017
  • Articolo 4 - Espletamento dell’attività di attestazione da parte delle società organismi di attestazione (SOA) nei territori interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016
  • Articolo 5 - Disposizione finanziaria
  • Articolo 6 - Entrata in vigore e disposizioni transitorie
  • Allegato 1 - Soglie di danno, gradi di vulnerabilità, livelli operativi e costi parametrici
  • Allegato 2 - Schema di Contratto d’appalto
  • Allegato A
  • Allegato 3
  • Allegato 4

 

L'Ordinanza n. 29 modifica ed integra l’ordinanza n. 12 del 9 gennaio 2017 recante “Attuazione dell’articolo 34 del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016 n. 229”, l’ordinanza n. 10 del 19 dicembre 2016 recante “Disposizioni concernenti i rilievi di agibilità post sismica conseguenti agli eventi sismici che hanno colpito il territorio delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo a partire dal giorno 24 agosto 2016” e l’ordinanza n. 24 del 12 maggio 2017 recante “Assegnazione dei finanziamenti per gli studi di microzonazione sismica di III livello ai Comuni interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 e proroga di termini di cui all’ordinanza n. 13 del 9 gennaio 2017”. L'Ordinanza n. 29 è formata da

  • Articolo 1 - Modifiche all'Ordinanza n. 12 del 9 gennaio 2017
  • Articolo 2 - Approvazione dello schema di Protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario e la Rete Nazionale delle professioni dell’area tecnica e scientifica e dello schema di Protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario ed il Consiglio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati riunito nel Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali
  • Articolo 3 - Approvazione dello schema di contratto tipo per lo svolgimento di prestazioni d’opera intellettuale in favore di committenti privati per la ricostruzione post-sisma 2016
  • Articolo 4 - Gestione dell’Elenco Speciale
  • Articolo 5 - Modifiche all'Ordinanza n. 10 del 19 dicembre 2016
  • Articolo 6 - Compenso dovuto al professionista per la redazione della scheda AeDES e perizia giurata sia nel caso di edificio classificato come agibile e sia inagibile
  • Articolo 7 - Criteri finalizzati ad evitare la concentrazione degli incarichi nel caso di associazioni, società di professionisti e raggruppamenti temporanei tra professionisti
  • Articolo 8 - Osservatorio nazionale per la ricostruzione post-sisma 2016
  • Articolo 9 - Modifiche all’ordinanza n. 24 del 12 maggio 2017
  • Articolo 10 - Disposizione finanziaria
  • Articolo 11 - Dichiarazione d’urgenza e provvisoria efficacia
  • Allegato A - Schema di protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario e la Rete delle professioni dell’area tecnica e scientifica recante Criteri generali e requisiti minimi per l’iscrizione nell’Elenco speciale dei professionisti abilitati di cui all’articolo 34, commi 1, 2, 5 e 7, Decreto Legge 17 ottobre 2016, n. 189, schema di contratto tipo, censimento dei danni ed istituzione dell’Osservatorio della ricostruzione
  • Allegato B - Schema di protocollo d’intesa tra il Commissario Straordinario ed il Consiglio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati riunito nel Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali recante Criteri generali e requisiti minimi per l’iscrizione nell’Elenco speciale dei professionisti abilitati di cui all’articolo 34, commi 1, 2, 5 e 7, Decreto Legge 17 ottobre 2016, n. 189, schema di contratto tipo, censimento dei danni ed istituzione dell’Osservatorio della ricostruzione
  • Allegato C - Schema contratto tipo per lo svolgimento di prestazioni d’opera intellettuale in favore di committenti privati per la ricostruzione post-sisma 2016
  • Allegato D - Compenso previsto per redazione scheda AeDES e perizia giurata
  • Allegato E - DOMANDA RICHIESTA DI CONTRIBUTO PER REDAZIONE SCHEDA AEDES CON ESITO “A”
  • Allegato F - Ripartizione dei 3.803.400,00 € tra i 140 comuni per studi di MS3
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N° 30957 - 06/06/2017 _ stampa - -

Decreto Correttivo del Codice Appalti: cosa cambia?

di Avvocato Pierluigi Piselli

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Il provvedimento composto di 130 articoli introduce rilevanti correzioni e modifiche

 

Decreto Correttivo del Codice Appalti: cosa cambia?

 
Il 5 maggio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 132 il decreto correttivo che, come previsto dalla legge delega n. 11 del 28 gennaio 2016 (art. 1, co.12, lett. e), rappresenta la fase di perfezionamento ed assestamento del Codice Appalti ad un anno dalla sua entrata in vigore.
 
Si tratta di un importante provvedimento composto di 130 articoli che introducono rilevantissime correzioni e/o modifiche in molteplici istituti.
 
Tali modifiche sono effettivamente molto variegate considerato che si va da ipotesi di modifiche esclusivamente stilistiche ad ipotesi in cui le singole norme hanno subito lievi modifiche pur mantenendo l’impostazione originaria, sino ad ipotesi in cui vengono modificati radicalmente gli istituiti giuridici presi in considerazione.
In ogni caso si parte ancora una volta dalla necessità di semplificare e coordinare i vari istituti rilevanti nel settore della contrattualistica pubblica.
 
L’art. 1, co 1, lett. e) della legge delega affidava del resto al Governo il compito di semplificare e riordinare il quadro normativo vigente nella convinzione che, per combattere la corruzione, fossero necessarie poche regole ma certe, precise e soprattutto sicure nell’applicazione.
 
Al contrario, tale obiettivo non risulta in alcun modo raggiunto considerato che, ad un anno dall’entrata in vigore del D.Lgs. 50/2016, l’opera di semplificazione non risulta essere stata in alcun modo attuata.
Ciò senza neppure considerare che, a seguito delle innovazioni introdotte dal decreto correttivo 56/2017 le linee guida già emesse, dovranno essere in gran parte rivisitate.
 
In generale, peraltro, il D.Lgs 56/2017 da un lato conferma l’impianto del D.Lgs. 50/2016 al fine di assicurare una maggiore trasparenza del sistema in chiave di lotta alla corruzione; dall’altro è dichiaratamente volto a rilanciare il settore (considerata la rilevante riduzione degli appalti dall’entrata in vigore del Codice); infine, fornisce regole per meglio gestire la spesa pubblica sia sotto il profilo della tempistica dei pagamenti che sotto il profilo di controlli con contestuale particolare attenzione alle piccole e medie imprese.
 
Venendo alle più rilevanti modifiche, il D.Lgs. 56 in primo luogo reintroduce l’appalto integrato per i progetti definitivi approvati dall’organo competente alla data di entrata in vigore del D.Lgs. 50.
Ciò consentirà alle stazioni appaltanti di utilizzare progetti definitivi già approvati per i quali, tuttavia, sino ad ora non sono state bandite gare stante il divieto di affidamento di prestazioni miste di progettazione ed esecuzione lavori.
 
Si deve, inoltre, dare atto della soppressione del Collegio Consultivo Tecnico previsto dall’art. 207, scelta che, si potrebbe rivelare affrettata considerato che tale istituto non è stato mai utilizzato e, pertanto, ne è stata verificata in concreto la sua efficacia.
 
Di grande rilevanza è l’introduzione del principio di “unicità dell’invio”, secondo cui ciascun dato rilevante nell’ambito della contrattualistica pubblica dovrebbe essere fornito una sola volta a un solo sistema informativo.
 
Con riferimento alle gare per appalti sottosoglia si deve rilevare, da un lato, una più semplice procedura nell’ambito delle gare sotto i 40.000 euro (considerata la non necessaria previa consultazione di due o più operatori economici) e, dall’altro, l’allargamento del numero dei partecipanti nelle procedure per i lavori, stabilendo che gli inviti dovranno essere nei confronti di 10 soggetti per appalti tra i 40 mila e i 150 mila euro e di 15 soggetti nei contratti di lavori fino a 1 milione di euro.
Ciò, evidentemente, favorirà un’apertura alla concorrenza attraverso una più marcata rotazione degli operatori economici.
 
Altra rilevante modifica è l’innalzamento (da 1 milione a 2 milioni) delle soglie per ricorso al criterio del prezzo più basso nei lavori consentendo per la gare di più basso valore una più celere procedura e la previsione, nell’ambito delle medesime gare, della esclusione dell’offerta anomala attraverso il meccanismo a sorteggio (c.d. antiturbativa).
 
Infine, si devono ricordare altre importanti modifiche che saranno, indubbiamente di grande impatto quali il fatto che la disciplina riguardante il General Contractor, sarà utilizzabile solo per affidamenti sopra i 100 milioni di euro, la distinzione fra costo della manodopera e i costi di sicurezza da indicarsi nel progetto, l’utilizzo del “decreto parametri” per calcolare i compensi nelle gare di progettazione e rilevanti novità in tema di modificabilità delle compagini associative attraverso le modifiche agli artt. 47 e 48.
 
In definitiva, se appare prematuro stabilire quanto le modifiche al Codice degli Appalti apportate dal decreto correttivo comporteranno miglioramenti alle procedure e ripresa del settore della contrattualistica pubblica, tuttavia una cosa è certa: solo attraverso il forte senso di responsabilità di tutti gli operatori del settore si potrà affrontare le difficoltà proprie di una continua modifica normativa.
In altre parole, si dovrà assumere consapevolezza del work in progress, proprio della attuale riforma della contrattualistica pubblica con tutte le attenzioni e cautele necessarie e conseguenti.
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N° 30955 - 06/06/2017 _ stampa - -

Qualificazione Soa, non contano le opere eseguite in subappalto

di Paola Mammarella05/06/2017  

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In consultazione le linee guida Anac. Le imprese chiedono un periodo transitorio per non perdere occasioni di lavoro

 

Qualificazione Soa, non contano le opere eseguite in subappalto
 
Le opere eseguite in subappalto non possono essere utilizzate ai fini della qualificazione. Lo hanno ribadito le linee guida, attuative del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016), elaborate a maggio e messe in consultazione dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) fino al 15 giugno 2017.

 
Le linee guida definiscono i requisiti che le imprese devono possedere per poter partecipare alle gare di lavori di importo superiore a 150mila euro. Requisiti che vanno accertati dalle Società organismo di attestazione (Soa).
 
Il Correttivo, in vigore dal 20 maggio scorso, ha apportato alcune modifiche al sistema di valutazione delle imprese. Durante i lavori sono stati inoltre proposti altri aggiustamenti che poi non sono passati nella versione definitiva. L’Authority a maggio ha dovuto quindi mettere a punto un nuovo testo, che sostituisce la bozza diramata ad aprile e poi rimasta in stand-by a cavallo dell’approvazione del Correttivo.
 

Qualificazione Soa e opere in subappalto

Le linee guida in consultazione spiegano che, in base all’articolo 105, comma 22 del Codice Appalti, i subappaltatori possono richiedere alle Stazioni Appaltanti i certificati relativi alle prestazioni realmente eseguite durante l’appalto.
Non si possono quindi ottenere certificati per le lavorazioni affidate in subappalto.
Anche le Soa, ai fini della qualificazione, possono tenere in considerazione solo le opere eseguite direttamente dall’impresa.
 
Bisogna precisare che con il Correttivo non cambia nulla rispetto alla versione del Codice del 2016. Quello che è accaduto durante i lavori per l’approvazione del Correttivo può però causare qualche dubbio.
 
Il Correttivo ha ammorbidito le restrizioni al subappalto, che ora è diventato sempre possibile entro determinati limiti. Questo aveva spinto alcuni a proporre che le opere eseguite in subappalto potessero in qualche modo essere prese in considerazione per la qualificazione. La proposta non è passata, quindi tutto resta com’è.
 

Qualificazione Soa, manca un periodo transitorio

Il vecchio Codice Appalti del 2006 prevedeva che per la qualificazione le imprese potessero usare i lavori affidati in subappalto. Con il Codice del 2016 questa prassi è stata vietata. Dato che le linee guida attuative non sono mai state approvate, le Soa hanno continuato a valutare le imprese secondo le vecchie regole, cioè usando anche i lavori subappaltati.
 
Le linee guida di maggio, in fase di consultazione, non prevedono un periodo transitorio. Appena entreranno in vigore, cambieranno quindi le regole per la qualificazione.
 
Le imprese, già provate dalla crisi, temono un’applicazione retroattiva e stanno chiedendo di poter utilizzare i certificati maturati fino all’entrata in vigore delle nuove linee guida. 
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N° 30913 - 23/04/2017 _ stampa - -

Sisma Centroitalia

Gli immobili gravemente danneggiati dovranno ottenere un miglioramento sismico tra il 60% e l’80%.

Domande entro il 31 dicembre 2017

12/04/2017 – Via libera alle regole per la ricostruzione pesante degli immobili gravemente danneggiati dai terremoti che hanno devastato il Centro Italia a partire dal 24 agosto scorso.
È stata pubbliVta l’ordinanza 19/2017 del Commissario straordinario alla ricostruzione, che fissa termini e modalità per ottenere i contributi.
 

Entità del contributo e opere ammesse

Nei 140 Comuni del cratere il contributo previsto a favore dei beneficiari è pari al 100% del costo ammissibile. Per gli immobili all’esterno del cratere, qualora sia dimostrato un nesso di causalità diretto tra i danni e gli eventi sismici, il contributo  è ugualmente del 100% del costo ammissibile sia per le prime case che per le seconde abitazioni se ubicate nei centri storici. All’esterno dei centri storici per le seconde abitazioni scende al 50% (mentre rimane del 100% per le prime case).

Sisma Centro Italia, via libera agli interventi di ricostruzione pesante
 
Il contributo comprende i costi sostenuti per le opere di pronto intervento e di messa in sicurezza per le indagini e le prove di laboratorio, per le opere di miglioramento sismico o di ricostruzione e per quelle relative alle finiture interne ed esterne connesse agli interventi sulle strutture  e sulle parti comuni.

Le opere ammesse a contributo riguardano le parti comuni dell’edificio, le unità immobiliari che le compongono e le relative pertinenze ricomprese. Sono ammesse a contributo anche le pertinenze esterne, come cantine, autorimesse, magazzini o immobili funzionali all’abitazione o all’’unità produttiva.

 

Requisiti degli interventi di ricostruzione pesante

L’ordinanza regola il ripristino con miglioramento sismico di interi edifici gravemente danneggiati o la ricostruzione di quelli distrutti, aventi destinazione d’uso abitativa ed eventualmente comprendenti anche unità immobiliari a destinazione produttiva (industriale, commerciale, artigianale, agricola, uffici, servizi), dichiarati inagibili con ordinanza comunale in seguito ad una verifica effettuata con schede AeDES.
 
Gli interventi devono portare ad un miglioramento sismico compreso tra il 60% e l’80% della resistenza prevista per le nuove costruzioni.
 
Per gli edifici di interesse storico e culturale, l’obiettivo deve essere il conseguimento della massima sicurezza possibile compatibilmente con l’interesse culturale dell’edificio, quindi in questo caso il raggiungimento del livello compreso tra il 60% e l’80% non ha valore cogente.
 
Per consentire la fedele ricostruzione dei centri storici completamente distrutti e perimetrati dai Comuni, prima di intraprendere le attività deve essere approvato un piano attuativo.
 
Le aree a rischio idrogeologico prima della ricostruzione devono essere messe in sicurezza. In caso contrario non sarà possibile procedere alla riparazione degli edifici danneggiati.
 

Interventi ammessi nella ricostruzione pesante

Se nell’immobile da ricostruire vengono riscontrati abusi edilizi, il Comune invita il proprietario a presentare domanda di sanatoria entro 30 giorni. Se il proprietario non ottempera, la domanda per accedere ai contributi per la ricostruzione viene respinta.
 
Gli immobili devono essere ricostruiti con la stessa destinazione d’uso che avevano prima del sisma e devono mantenerla almeno per due anni dopo la fine degli interventi.
 
In caso di mutate esigenze familiari, contestualmente all’intervento di ricostruzione può essere autorizzato l’aumento o la diminuzione delle unità immobiliari dell’edificio.
 

Incarichi solo a professionisti iscritti negli elenchi speciali

Gli incarichi di progettazione degli interventi di ricostruzione possono essere affidati solo ai professionisti iscritti nell'elenco speciale tenuto dal Commissario straordinario per la ricostruzione, previsto dal DL 189/2016. Un’autocertificazione del tecnico incaricata deve infatti essere allegata alla domanda per la richiesta dei contributi.
 
Analogamente, per l’affidamento dei lavori di ricostruzione è necessario che le imprese risultino iscritte nell’anagrafe prevista dal DL 189/2016.
 

Spese tecniche e compensi dei professionisti

Oltre ai costi dell’intervento, il contributo copre anche le spese tecniche, che comprendono i compensi per la redazione delle perizie giurate relative alle schede Aedes e sono riconosciuti anche ai professionisti diversi da quelli che progettano l’intervento di ricostruzione.
 
Le spese tecniche per la progettazione e per le indagini preliminari al progetto possono essere ammesse a contributo ed erogate con il primo stato di avanzamento lavori (SAL 0), nella misura massima del 80% del contributo ammissibile per le stesse spese. L’importo rimanente, destinato a compensare le altre prestazioni professionali, è proporzionalmente ripartito nei successivi SAL.
 

Ricostruzione pesante, domande entro il 31 dicembre 2017

Le domande di contributo devono essere inviate online agli Uffici speciali per la ricostruzione entro il 31 dicembre 2017. Seguendo il modello disponibile sul sito web www.sisma2016.gov.it, si devono indicare dati catastali, superficie e proprietari dell’immobile. Bisogna inoltre comunicare i nomi dei tecnici incaricati della progettazione e della compilazione delle schede AeDES, le imprese che eseguiranno i lavori, l’istituto di credito prescelto per l’erogazione del contributo.
 
Per gli edifici a destinazione abitativa, almeno il 45% del contributo deve essere utilizzato per opere di riparazione dei danni e di miglioramento sismico dell'edificio. La parte restante può essere destinata ad opere di finitura interne ed esterne, impianti interni e comuni ed efficientamento energetico.
 
Nel caso di demolizione e ricostruzione, la quota minima di contributo destinata alla realizzazione delle strutture è pari al 25%.
 

In arrivo la Zona franca urbana 

Con un decreto approvato in via preliminare ieri dal Consiglio dei Ministri, contestualmente alla presentazione del Documento di Economia e Finanza (DEF), è stata prevista la creazione di una zona franca urbana nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici iniziati dal 24 agosto 2016. Le imprese aventi la sede principale o l’unità locale all’interno della zona franca, che abbiano subito una contrazione del fatturato a causa del terremoto, potranno beneficiare di una esenzione biennale IRES e IRPEF (fino a 100 mila euro di reddito), IRAP (fino a 300 mila euro di valore della produzione netta) e IMU. 

La bozza di decreto prevede inoltre l'istituzione di un Fondo di 1 miliardo di euro per ciascun anno del triennio 2017-2019 finalizzato a consentire l’accelerazione delle attività di ricostruzione.
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N° 30903 - 16/04/2017 _ stampa - -

Approvato il Correttivo codice dei contratti pubblici: tornano i minimi tariffari

Nella seduta di ieri 13 aprile 2017 il Consiglio dei Ministri ha approvato il “Correttivo” al Codice dei contratti pubblici

Tra le importanti novità, di particolare evidenza, la reintroduzione dei minimi tariffari per calcolare i compensi dei professionisti. In virtù di tali modifiche le stazioni appaltanti, nel calcolo degli importi a base delle gare di progettazione dovranno utilizzare le tabelle previste dal Decreto Parametri che diventeranno quindi un obbligo e non una facoltà.

 

 
“Tra le richieste che la Rete delle Professioni Tecniche ha trasmesso al Governo – ha dichiarato Francesco Peduto presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – questa è certamente la più importante.
Un eccellente lavoro di squadra che ha portato i suoi frutti, un impegno intenso e di grande incisività, a difesa della dignità professionale e della qualificazione della prestazione intellettuale, in cui i geologi hanno svolto un ruolo di grande importanza”.

Gare più veloci e maggiore impulso ai piccoli cantieri sono le immediate ricadute del “Correttivo”, che al tempo stesso introduce maggiori garanzie di trasparenza ed imparzialità nell’assegnazione degli appalti, con l’obbligatorietà, da parte della stazione appaltante, di nomina del presidente di commissione tra esperti segnalati dall’Autorità Anticorruzione.

 

“La modifica dell’art. 24 comma 8 del D.Lgs. 50/2016 – prosegue Peduto – costituisce un importante correttivo ad una normativa che fino ad oggi ha mostrato diverse criticità, quali procedure in palese contrasto con i principi di trasparenza, e sottostima del giusto compenso per prestatori di opera intellettuale. Un successo da condividere tra tutti i professionisti costituenti la Rete delle Professioni Tecniche – ha concluso il Presidente del CNG – che continuerà ad operare a favore del territorio e dell’economia del Paese”.

 

Per approfondire http://www.meteoweb.eu/2017/04/approvato-il-correttivo-codice-dei-contratti-pubblici-tornano-i-minimi-tariffari/887312/#QLmyAqEqOoGyg5QT.99

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N° 30902 - 10/04/2017 _ stampa - -

Terremoto centro Italia e Ricostruzione pubblica:

Online la piattaforma per il rilevamento danni

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

 

E’ on-line la piattaforma per la segnalazione dei danni alle opere pubbliche provocati dagli eventi sismici del 2016 e 2017.

 

Gli Enti Pubblici delle regioni Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche (quest’ultimi utilizzando gli strumenti di Regione Marche) proprietari di strutture danneggiate dal terremoto, possono comunicare entro il prossimo 18 aprile (ore 18), attraverso la piattaforma accessibile all'indirizzo https://oopp.sisma2016.gov.it, i danni rilevati per i quali intendono chiedere il finanziamento per il ripristino (tutte le opere pubbliche ad eccezione delle scuole).

 

Per effettuare la sottomissione della scheda di rilievo è necessario disporre di una Casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) e di uno strumento di Firma Digitale.

Di seguito viene descritta la procedura necessaria per compilare la scheda per il rilievo del danno alle opere pubbliche:

Collegarsi all'indirizzo https://oopp.sisma2016.gov.it/ (il browser utilizzato deve essere compatibile con l'applicazione web: Chrome 55 o superiore, Firefox 50 o superiore,

Internet Explorer 9 o superiore. Javascript deve essere abilitato)
Compilare i campi presenti nel form. I campi contrassegnati da * sono obbligatori.
Non abusare di caratteri speciali all'interno dei campi descrittivi.
Al termine della compilazione cliccare sul pulsante 'Genera la scheda'.
L'applicativo invierà all'indirizzo PEC indicato in fase di iscrizione la scheda compilata in formato PDF ed un link univoco.
Il richiedente dovrà firmare digitalmente la scheda compilata in formato PDF,collegarsi al link univoco contenuto nella PEC ricevuta e caricare il file firmato digitalmente. Il link univoco sarà valido per un solo caricamento. Il sistema accetta esclusivamente file in formato .p7m.
Se la procedura di caricamento si conclude positivamente il richiedente riceverà un ulteriore PEC contenente il codice della pratica. Tale codice identifica la pratica e dovrà essere utilizzato in tutte le comunicazioni con la Struttura Commissariale.
Istruzioni per la compilazione dei campi descrittivi nella scheda di rilevamento del danno alle Opere Pubbliche
Descrizione Sintetica
Nella descrizione sintetica inserire informazioni relative ai seguenti elementi:

 

Tipologia di Edificio: descrizione sintetica dell’edificio e della sua funzione, indicando destinazione d’uso, tipologia costruttiva, numero di piani e altre informazioni generali utili a descrivere l’oggetto;

Posizione: descrivere il contesto in cui è ubicato l’edificio, specificando, in particolare, se si tratta di edificio isolato o di una parte di un aggregato;

Strutture Verticali: specificare se si tratta di muratura in pietrame o in mattoni, a tessitura irregolare o regolare, oppure di strutture a telaio (c.a., c.a.p, acciaio...); nel caso di telai, si precisa che per strutture verticali si intendono sia travi che pilastri;

Strutture Orizzontali: indicare la tipologia di orizzontamento presente (volte, solai in legno, solai in putrelle e tavelloni, solai in c.a. ...); nel caso siano presenti più tipologie, stimare, anche indicativamente, l’incidenza percentuale di ciascuna di esse;

Tipo di Copertura: inserire una descrizione della tipologia di copertura presente, specificando materiali e schema di funzionamento (spingente/non spingente; pesante/leggera); inserire in questo campo anche l’eventuale presenza di cordoli;

Elementi non Strutturali: descrivere gli elementi non strutturali, qualora se ne ravvisi una particolare rilevanza

Vulnerabilità: evidenziare la presenza di vulnerabilità palesi, quali, ad esempio:

nel caso di edifici in muratura: assenza di cordoli; assenza di catene, tiranti o altri presidi atti ad assorbire le eventuali spinte orizzontali; assenza o degrado degli ammorsamenti angolari;
nel caso di edifici a telaio: irregolarità in pianta o in elevazione; irregolare disposizione di tamponature e tramezzi, assenza di travi di collegamento tra i telai...;
Descrizione dei danni connessi agli eventi sismici
Nella descrizione dei danni connessi agli eventi sismici le informazioni inserite devono essere coerenti con l’articolazione delle sezioni 4 e 5 della scheda AeDES. Pertanto, il livello di danneggiamento deve essere descritto, anche se sommariamente, per le diverse componenti strutturali, qualora presenti, nonché per gli elementi non strutturali:

Strutture Verticali: descrizione del danno alle strutture verticali
Solai: descrizione del danno sui solai
Scale: descrizione del danno sulle scale
Copertura: descrizione del danno sulla copertura (strutturale)
Tamponature / Tramezzi: descrizione del danno su tamponature (strutture a telaio) e tramezzi
Elementi non Strutturali descrizione del danno sugli elementi non strutturali (lesioni e distacchi di intonaci, rivestimenti, tegole, controsoffitti, impianti...)
Nella stessa sezione, indicare eventuali condizioni di pericolo esterno o di dissesto. Verificare che la presenza di criticità esterne sia coerente con la priorità assegnata all’intervento e segnalare eventuali provvedimenti eseguiti, in atto o prossimi alla realizzazione, per la rimozione permanente delle criticità.

 

Descrizione sintetica dell’intervento
Nella descrizione sintetica dell’intervento indicare:

Destinazione d'uso post-intervento: indicare la destinazione d’uso prevista a seguito dell’intervento;
Classe d'uso: in base al paragrafo 2.4.2 delle NTC 2008;
Tipologia di Intervento: indicare la tipologia di intervento prevista tra: riparazione con rafforzamento locale riparazione con miglioramento sismico; riparazione con adeguamento sismico; demolizione e ricostruzione o delocalizzazione;

Descrizione dell'intervento: descrivere sinteticamente gli interventi che saranno presumibilmente eseguiti in base alla tipologia di intervento precedentemente indicata.

Nel caso di intervento sull’esistente distinguere tra interventi locali, globali (quando tale suddivisione sussiste) e altri tipi di interventi (ad esempio demolizione e ripristino di elementi non strutturali, ripristino degli impianti...etc.);
Nel caso di intervento di demolizione e ricostruzione indicare il sistema costruttivo previsto (strutture a telaio, muratura portante, tecnologie a secco o prefabbricate) e l’eventuale utilizzo di dispositivi antisismici (isolatori sismici, controventi dissipativi,...);
Cantieribilità: con riferimento al contesto in cui l’edificio si colloca, evidenziare le modalità di accesso allo stesso e le eventuali difficoltà operative che l’installazione del cantiere potrebbe comportare o altre considerazioni che potrebbero compromettere o ritardare l’avvio degli interventi.

 

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N° 30869 - 19/03/2017 _ stampa - -

Linee guida Anac e nuovo Codice appalti:

Il punto della situazione

 

gli atti già emessi e le scadenze da rispettare

Vai alla fonte

 

 Il nuovo Codice appalti (dlgs 50/2016) abbandona il sistema di regolamentazione esecutivo ed attuativo, in favore di un sistema basato sulla soft-law: l’Anac è chiamata in causa ad emanare una serie di atti di indirizzo e linee guida.

 

Entrando nello specifico, il nuovo Codice appalti, all’art. 213 comma 2, demanda all’Anac l’autonoma adozione di ulteriori atti a carattere generale finalizzati a offrire indicazioni interpretative e operative agli operatori del settore (stazioni appaltanti, imprese esecutrici, organismi di attestazione) nell’ottica di perseguire gli obiettivi di:

  • semplificazione
  • standardizzazione delle procedure
  • trasparenza ed efficienza dell’azione amministrativa
  • apertura della concorrenza
  • garanzia dell’affidabilità degli esecutori
  • riduzione del contenzioso

 

L’art. 213 ha previsto l’emanazione di una notevole quantità di decreti ministeriali e di linee guida a carico dell’Anac, stabilendo anche una specifica tempistica.

linee-guida-anac2

 

Nelle more dell’emanazione dei vari decreti, restano comunque in vigore tutta una serie di disposizioni previste dal vecchio Regolamento appalti (V. art. “Regolamento appalti (dpr 207/2010), ecco tutte le disposizioni ancora in vigore“).

 

Pubblicazioni in Gazzetta ufficiale linee guida Anac

Ad oggi sono state pubblicate in Gazzetta ufficiale 7 linee guida. L’ultima è quella relativa all’affidamento delle società in house:

Linee guida per l’iscrizione nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house previsto dall’art. 192 del decreto legislativo 50/2016

pubblicata in Gazzetta n. 61 del 14 marzo 2017.

Ecco l’elenco completo delle pubblicazioni in Gazzetta:

  1. Linee guida n. 1: indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria. Delibera n. 973 del 14 settembre 2016. Pubblicate nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 228 del 29 settembre 2016
  2. Linee guida n. 2: offerta economicamente più vantaggiosa. Delibera n. 1005 del 21 settembre 2016. Pubblicate nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 238 dell’ 11 ottobre 2016
  3. Linee guida n. 3: nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni. Delibera n. 1096 del 26 ottobre 2016. Pubblicate nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 273 del 22 novembre 2016
  4. Linee guida n. 4: procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici. Delibera n. 1097 del 26 ottobre 2016. Pubblicate nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 274 del 23 novembre 2016
  5. Linee guida n. 5: criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici. Delibera n. 1190 del 16 novembre 2016. Pubblicate nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 283 del 3 dicembre 2016
  6. Linee guida n. 6: indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c). Delibera n. 1293 del 16 novembre 2016. Pubblicate nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.2 del 3 gennaio 2017
  7. Linee guida n. 7: iscrizione nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house previsto dall’art. 192 del decreto legislativo 50/2016. Delibera n. 235 del 15 febbraio 2017. Pubblicate nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.61 del 14 marzo 2017

In calce all’articolo è proposta la tabella di sintesi con il link per scaricare le linee guida.

 

Pubblicazioni dell’Anac del 21 giugno 2016

Il 21 giugno 2016 ha pubblicato sul proprio sito le prime 5 linee guida definitive, che hanno completato la fase di revisione a seguito della consultazione pubblica:

  1. Direttore dei lavori
  2. Direttore dell’esecuzione
  3. Responsabile unico del procedimento
  4. Offerta economicamente più vantaggiosa
  5. Servizi di ingegneria e architettura

 

Pubblicazioni dell’Anac del 28 giugno 2016

Il 28 giugno 2016 l’Anac ha pubblicato le linee guida recanti:

6. Procedure per affidamenti sottosoglia

 

Pubblicazioni dell’Anac del 6 luglio 2016

Il 6 luglio 2016 l’Anac ha pubblicato le linee guida recanti:

7. Criteri di scelta commissari di gara

 

Pubblicazioni dell’Anac del 14 settembre 2016

Il 14 settembre 2016 l’Anac ha pubblicato le linee guida per il ricorso a:

8. Procedure negoziate senza bando nel caso di forniture e servizi ritenuti infungibili

 

Pubblicazioni dell’Anac del 14 marzo 2017

Il 14 marzo 2017 l’Anac ha pubblicato le linee guida:

9. per l’iscrizione nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house previsto dall’art. 192 del decreto legislativo 50/2016

 

Pareri del Consiglio di Stato

Alcune linee guida sono state già trasmesse dall’Anac al per il parere del Consiglio di Stato, della Commissione VIII – Lavori pubblici, comunicazioni del Senato della Repubblica e della Commissione VIII – Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

La pubblicazione degli atti definitivi avverrà dopo l’acquisizione dei pareri richiesti.

Ad oggi le seguenti linee guida hanno già ricevuto il parere delle commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato (non previsto dalle norme):

  • Responsabile unico del procedimento
  • Offerta economicamente più vantaggiosa
  • Servizi di ingegneria e architettura
  • Procedure per affidamenti sottosoglia
  • Criteri di scelta dei commissari di gara
  • Direttore dei lavori
  • Direttore dell’esecuzione
  • Indicazione dei mezzi di prova
  • Procedure negoziate senza bando nel caso di forniture e servizi ritenuti infungibili

 

Linee guida Anac, il punto della situazione

Di seguito facciamo il punto della situazione, proponendo una tabella sinottica contenente:

  • l’articolo e il comma del dlgs 50/2016
  • il contenuto previsto nelle linee guida
  • lo stato della lavorazione
  • la data di scadenza prevista dal Codice
  • download delle linee guida già pubblicate sul sito Anac

 Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

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