giu 07 2014

Appalti Pubblici – Rapporto tra aggiudicazione provvisoria ed aggiudicazione definitiva.

Esiste una sostanziale differenza tra aggiudicazione provvisoria ed aggiudicazione definitiva di una gara pubblica. Il Consiglio di Stato ci rappresenta, anche attraverso richiami di pronunce precedenti, una esauriente relazione sui principi fondamentali del procedimento amministrativo, attraverso il quale si snoda l’ aggiudicazione di un appalto pubblico. C>>>>>

 

giu 07 2014

Confindustria, ecco la sezione regionale ‘energia’: Paolo Ricci è il primo presidente

Sarà Paolo Ricci, procuratore speciale di TerniEnergia, il primo presidente della Sezione dell’industria dell’energia di Confindustria Umbria costituita a seguito della fusione tra le territoriali confindustriali di Perugia e Terni.

I programmi Il presidente Ricci è stato eletto dall’assemblea delle imprese del settore energetico che ha nominato vice presidente Matteo Minelli, di Ecosuntek di Gualdo Tadino e i componenti del consiglio direttivo. Nel corso dell’assemblea sono state tracciate le linee guida dell’attività che la sezione energia porterà avanti nel prossimo biennio. Continua

giu 07 2014

Calcestruzzo, il punto sui controlli e sull’aggiornamento normativo nel 2013

Inviate 30 segnalazioni all’Osservatorio del Cslp. Istruzioni operative per i controlli sulle forniture, proposta di modifica al DPR 380/2001 e al DM 14/01/2008, circolare per gli organismi di certificazione, revisione delle Linee Guida, progetti Sicur.Net Continua

giu 07 2014

Rassegna Fiscale della settimana – n. 23

Pubblicato il 06/giu/2014

Ecco le novità fiscali della settima: Proroga Mod. 730/2014, TASI possibile proroga ad Ottobre, Rivalutazione beni d’impresa e partecipazioni. Tutte le altre novità nell’allegato: IL VIDEO.

 

giu 07 2014

POS per i professionisti: circolare dalla Fondazione dei Consulenti del Lavoro. Nessun obbligo di installazione

Secondo quanto previsto dall`art. 15 del D.L. n. 179/2012, convertito nella L. n. 221/2012, a decorrere dal prossimo 30 giugno, tutti i soggetti che effettuano attivita` di vendita di prodotti e prestazioni di servizi professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti attraverso “carte di debito”.

Per “carta di debito” si intende esclusivamente lo strumento di pagamento, emesso da un Istituto di Credito, che non finanzia l`acquisto ma che consente l`addebito in tempo reale. In sostanza, viene individuato esclusivamente il bancomat, operante su determinati circuiti che consentano di effettuare e ricevere tali pagamenti. Continua

giu 07 2014

In arrivo un nuovo Testo Unico Prevenzione Incendi: le anticipazioni

Anticipazioni sul nuovo Testo Unico relativo di prevenzione incendi applicabile a tutte le attività soggette ai controlli dei Vigili del fuoco: la bozza, gli obiettivi, l’impostazione, le regole tecniche, i principi ispiratori e la struttura.

Per cercare di snellire il corpus normativo è ora in arrivo un nuovo Testo Unico Prevenzione Incendi, presentato ufficialmente in aprile con una conferenza stampa alla presenza del Ministro degli Interni e dei massimi vertici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Continua

giu 07 2014

Start up e modifiche alle attività: al debutto il nuovo modello MUN

L’obbligo della notifica degli insediamenti industriali risale a molto tempo fa entrando nell’ordinamento giuridico italiano con l’art. 48, D.P.R. n. 303/1956, che aveva imposto a chiunque intendesse costruire, ampliare o adattare un edificio o un locale per adibirlo a lavorazioni industriali alle quali dovevano presumibilmente essere addetti più di 3 operai di «darne notizia all’Ispettorato del lavoro». Con la riforma del Servizio Sanitario Nazionale del 1978 queste competenze sono state trasferite alle Aziende Sanitarie Locali (ASL). Con la riforma operata con il D.Lgs. n. 81/2008, questo adempimento è stato ripresentato nell’art. 67 poi è stato “alleggerito” con il D.Lgs. n. 106/2009 e dall’art. 32, comma 1, lettera e), D.L. n. 69/2013, con l’introduzione di importanti semplificazioni che hanno raccordato la disciplina antinfortunistica con quella dello Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) e, in particolare, ha previsto il Modello Unico Nazionale (MUN) di comunicazione che è stato ora definito dal D.I. 18 aprile 2014. Vai alla fonte

giu 07 2014

Scadenze INARCASSA, ecco le date da non dimenticare!

Con il Regolamento Generale di Previdenza 2012 è stato abolito il contributo minimo soggettivo INARCASSA per i professionisti che producono redditi inferiori al valore corrispondente al contributo minimo soggettivo, per un massimo di 5 anni anche non continuativi nell’arco della vita lavorativa.

Nello specifico, i professionisti iscritti ad Inarcassa che pensano di dichiarare un reddito 2014 inferiore a 15.690 Euro, possono non versare il contributo soggettivo minimo già quest’anno e pagare a dicembre 2015 il 14,5% del solo reddito effettivamente prodotto.

La domanda va presentata entro il 31 maggio di ogni anno. Continua

giu 05 2014

CENTRO STUDI EDILI IN TV: CORSO FORMARE I FORMATORI

Questa settimana si parlerà del nostro corso “Formare i formatori” nella trasmissione Umbria News, in onda su Tef Channel, canale 12 del digitale terrestre e canale 836 di Sky (martedì 3 giugno alle 20.00, mercoledì 4 giugno alle 23.40, giovedì 5 giugno alle 12.30, venerdì 6 giugno alle 20.00, sabato 7 giugno alle 20.00, domenica 8 giugno alle 14.00, lunedì 9 giugno alle 13.00 e martedì 10 giugno alle 13.10), e sul canale 112 del digitale terrestre (giovedì 5 giugno 21.30 e alle 23.00).

 

Link per visionare il video https://www.youtube.com/watch?v=vp0iGqB20JM

giu 05 2014

Istruzioni per la valutazione affidabilistica della sicurezza sismica di edifici esistenti – Riflessioni

Riporto nel seguito alcune brevi considerazioni sulle istruzioni CNR-DT 212/2013, viste dalla prospettiva di un ingegnere strutturista libero professionista.

Il valore scientifico del documento è, ovviamente, altissimo, ed il sottoscritto non ha certamente le competenze per giudicarlo nel dettaglio; mi preme però evidenziare alcuni concetti, a partire dalla premessa del documento stesso:

Di Andrea Barocci

- La conoscenza completa di un organismo esistente non è di fatto conseguibile e ciò richiede allo strutturista di sopperire con la propria esperienza alla carenza di informazioni, formulando ipotesi sull’organismo strutturale. Anche questo è un elemento di soggettività che introduce incertezza nell’esito della valutazione.

- Anche a parità di informazioni acquisite e di ipotesi sull’organismo strutturale, le scelte di modellazione e del metodo di analisi riflettono in misura sensibile l’esperienza e la qualità professionale dello strutturista, oltre che gli strumenti di calcolo a sua disposizione. Questo è un ulteriore, e molto importante elemento di differenziazione tra gli esiti di una verifica.

Quanto sopra esposto è sicuramente condivisibile e chiunque si occupi di progettazione strutturale ne è ben consapevole ogni giorno; a seguire, sempre nella premessa:

Esse [le istruzioni] sono state redatte con l’intenzione di non richiedere il possesso di particolari competenze specialistiche in termini di teoria dell’affidabilità. Per quanto riguarda invece la modellazione e l’analisi della risposta strutturale, poiché gli stati limite di maggiore interesse sono caratterizzati da livelli di danno strutturale elevati, anche prossimi al collasso, l’applicazione delle Istruzioni richiede la simulazione del comportamento non lineare di elementi in c.a. e muratura, che presuppone conoscenze teoriche ed esperienza d’uso di idonei codici di calcolo.

Ecco, da qui in poi le opinioni cominciano a divergere. Il nodo principale, a mio avviso, sta nell’obbligatorietà ad utilizzare analisi non lineari e modelli “a telaio”. Ovviamente, per i due casi di studio riportati in allegato al documento CNR, tale tipo di analisi è semplice, ma parlando di “edifici esistenti”, è necessario essere consapevoli che l’esempio proposto ne rappresenta solo una minima parte.

Soprattutto per la muratura:

- Non è scontato avere “maschi murari”; spesso si hanno aperture non incolonnate e azioni che per arrivare a terra gareggiano su un percorso ad ostacoli.

- Non è scontato avere piani rigidi; in questi casi, come si può utilizzare l’analisi statica non lineare per determinare il “legame costitutivo non lineare di uno o più oscillatori semplici”?

- Non è scontato avere un comportamento globale; spesso sono i meccanismi locali a dettare legge, molto prima del manifestarsi timidamente della famosa “scatola”.

- Cosa ne facciamo degli aggregati, croce e delizia di tutti i nostri centri storici?

Più in generale, mi sembra che a fronte di una lucida interpretazione del problema riportata nelle prima parte dell’introduzione al documento, a seguire si sia scelta una purezza accademica che difficilmente può trovare riscontro nelle problematiche strutturali ordinarie (per intenderci, quelle che ogni professionista si trova ad affrontare ogni giorno).

Aggiungiamo a questo l’utilizzo dei codici di calcolo.

Facciamo l’ipotesi che tutti i professionisti utilizzino lo stesso software per modellare e verificare i due esempi proposti in allegato alle istruzioni CNR. E’ nota l’estrema sensibilità delle analisi non lineari verso parametri non sempre univoci e di facile determinazione; alcuni di questi dipendono fortemente dall’interpretazione che il professionista fornisce per un certo “dato”. Il risultato finale è che, anche con lo stesso software, ogni professionista chiuso nel proprio studio arriverà a risultati notevolmente diversi su uno stesso edificio.

Aggiungiamo ora lo stato dell’arte dei software in Italia; notiamo che, a differenza di altri stati, nel nostro paese non esiste alcun regolamento per “essere presenti” sul mercato nè occorre dimostrare di aver superato alcun benchmark test. La frase che si trova in ogni contratto di vendita e manuale è, più o meno “Il prodotto software non è accompagnato da alcuna garanzia, implicita o esplicita. I produttori ed i rivenditori pertanto non potranno per nessun motivo essere ritenuti responsabili per alcun danno, diretto o indiretto, per mancati guadagni od altro in conseguenza dell’utilizzazione delle procedure”.

Sia chiaro, non è mia intenzione esimermi da alcuna responsabilità ed è necessario che ogni professionista sia consapevole dei limiti degli strumenti che utilizza ma, mi si perdoni il paragone, qui si tratta di passare dalla guida dell’auto al pilotare un aereo con una benda sugli occhi.

 

Credo sia necessario partire da un livello leggermente più basso, prendere coscienza del nostro patrimonio edilizio e, se non c’è alternativa all’uso di determinati strumenti di calcolo, cogliere l’occasione per “trasferirli” dall’uso accademico al mondo reale passando anche tramite l’inserimento di un protocollo per la validazione di tali strumenti.

Il software deve rimanere un ausilio, un fedele amico che sostiene il progettista nella sua idea. Lo diceva Torroja “Potranno servire o no, i calcoli, ma tutta la loro complicazione, tutto il loro astruso accompagnamento matematico, non aggiungeranno nulla di nuovo. Non faranno che dare un marchio di garanzia all’idea iniziale della forma scelta. Nessuna opera sarà tramandata alla posterità per la perfezione dei suoi calcoli. Soltanto la forma, se ben riuscita e apportatrice di nuova perfezione, continuerà ad impressionare”.

Andrea Barocci

giu 05 2014

Nulli gli atti nomina Rspp in mancanza dei requisiti dell’art.32

Con decisione n. 20862/2014, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito che sono nulle le nomine dei Rspp sprovvisti dei requisiti previsti dall’ art. 2, lett. f)* e dall’ art. 32 del TU 81/2008 (Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni).

Le capacità e i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.

I soggetti devono essere in possesso di: ….Continua

giu 04 2014

Fisco, Italia prima nell’Ue per le imposte sul lavoro e seconda per le tasse sulle imprese

«Eccessivo» e «mal distribuito». Sono gli aggettivi che la Corte dei conti conia per il nostro sistema tributario nel rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica che viene presentato oggi al Senato. E che dimostra come l’Italia sia ancora prima nell’Ue per le imposte sul lavoro e seconda per le tasse sulle imprese. Viceversa non brilliamo certo per distribuzione del reddito.

DOCUMENTI

Leggi il rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica

Corte dei conti: il presidente Squitieri

Gettando un occhio sul fronte della spesa emergono dati in chiaroscuro: a una forte contrazione delle uscite in conto capitale, che è proseguita nel 2013, fa da contraltare un lieve aumento di quelle correnti. In questo caso una soluzione a portata di mano ce la offre la Germania del 2007. Se seguissimo l’esempio tedesco la spesa pubblica tricolore potrebbe ridursi di 4,5 punti di Pil (il 2,7% entro il 2018). Un accenno infine ai conti pubblici: rispettare gli obiettivi di bilancio in termini strutturali nel 2015 e nel 2016 richiede una correzione pari, rispettivamente, allo 0,3 e 0,6 del prodotto.

Tutti i limiti dell’Irpef

Il primo dato che balza agli occhi dal rapporto della magistratura contabile presentato oggi a Palazzo Madama è il peso del fisco. Per la Corte dei conti alla base della distanza tra il «Paese reale» e il «Paese fiscale » c’è soprattutto l’Irpef. È proprio l’imposta sul reddito delle persone fisiche, con 41 milioni di contribuenti e un gettito pari al 36% dell’insieme delle entrate tributarie, a dare un contenuto a due nostri grandi problemi: un prelievo

elevato, con pesanti ricadute sul costo del lavoro e sugli equilibri dei sistema produttivo;

un prelievo mal distribuito, che sottolinea una penalizzante divaricazione fra il paese

reale e il paese fiscale. Sul primo punto basti pensare che alla fine del 2013 la pressione fiscale è arrivata al 43,8%: quasi tre punti oltre il livello segnato all’inizio del terzo millennio e quasi quattro rispetto al valore medio degli altri ventisei paesi Ue (40 per cento, in riduzione nell’ultimo decennio). E anche le prospettive non fanno ben sperare visto che il Def 2014 annuncia un prelievo in ulteriore aumento e rimanda al 2017-18 per la prima inversione di tendenza. Ma se passiamo dal generale al particolare il quadro peggiora ulteriormente. L’Italia è infatti al secondo posto per il prelievo gravante sui redditi da lavoro (42,3%: sei punti oltre la media europea) e addirittura al primo posto in quello sui redditi d’impresa (25%: quasi il 50: in più della media Ue); viceversa è al ventiquattresimo posto (con il 17,4%) nel prelievo sui consumi, quasi tre punti in meno rispetto alla Ue. Quanto alla distribuzione del reddito basta un dato: il reddito reale disponibile del 10 per cento più ricco della popolazione italiana è cresciuto ad un tasso 5,5 volte più alto di quello relativo ai redditi dei più poveri (1,1 per cento contro lo 0,2 per cento). Fra i paesi dell’area Ocse, solo la Germania e la Svezia hanno registrato un divario più elevato.

giu 04 2014

In vigore la Uni 7697 ‘Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie’

È stata pubblicata nuova versione della norma Uni 7697 “Criteri di sicurezza nelle applicazioni vetrarie” che guida alla scelta delle vetrazioni di sicurezza in funzione dell’applicazione, in base al tipo di manufatto serramentistico e alla destinazione edilizia.

Sostituendo la precedente edizione del 2007, la nuova norma tecnica ne ricalca lo spirito ma con delle novità finalizzate a eliminare ambiguità di interpretazione e agevolando così la scelta delle vetrazioni nelle varie applicazioni. Tra le novità più importanti, la prescrizione che le lastre interne di vetrocamere di serramenti, posti ad altezza superiore ai 100 cm dal piano di calpestio, siano di sicurezza, in vetro temprato oppure stratificato. Continua

giu 04 2014

Riscaldamento in condominio, sempre possibile il distacco

Cassazione: non è necessario il consenso, ma se non c’è un risparmio energetico si continua a pagare.

er il distacco non è previsto il consenso degli altri condòmini che continuano ad usufruire dell’impianto centralizzato, ma, aggiunge la Cassazione, è necessario che l’impianto non perda efficienza.

Nel caso in cui il distacco avvenga senza che l’impianto subisca una perdita di efficienza, il condomino continua comunque a sostenere le spese per la manutenzione dell’impianto centralizzato dal momento che ne è comproprietario. Continua

giu 04 2014

MOSE: NENCINI, STIAMO RISCRIVENDO CODICE APPALTI, CONTROLLO ACCESSO IMPRESE

Stiamo riscrivendo il codice degli appalti. Sarà una riforma radicale”. Lo ha detto il segretario del Psi e vice ministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, in riferimento agli arresti nell’ambito dell’inchiesta sul Mose, avvenuti stamane a Venezia. Nencini, a cui è affidata la delega presso il Mit del codice degli appalti e dei contratti pubblici, intende avviare una “revisione radicale dell’attuale normativa, troppo farraginosa”- ha affermato Nencini. Continua

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