N° 26318 - 14/10/2014 10:16 - Stampa - -

DISCUSSIONE DELLA SETTIMANA

Rete delle Professioni Tecniche (RPT): cos’è, chi rappresenta, da chi è finanziata? A cura di Gianluca Oreto – @lucaoreto

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Se dovessi scegliere una domanda che nell’ultimo periodo ha accomunato la quasi totalità delle professioni tecniche, non avrei alcun dubbio: cos’è la Rete delle Professioni Tecniche?

Da poco più di un anno, infatti, i professionisti dell’area tecnica hanno cominciato ad avere confidenza non solo con i comunicati dei propri Consigli Nazionali, ma anche quelli di un nuovo organismo che dovrebbe rappresentarli tutti sotto un unico ombrello: la Rete delle Professioni Tecniche (RTP). Al fine di chiarirci meglio le idee, abbiamo contattato direttamente il coordinatore della RTP, nonché Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Ing. Armando Zambrano che, molto gentilmente, ci ha inviato una copia ufficiale dello Statuto (allegato all’articolo) e risposto ad alcune nostre domande.

 Riportiamo di seguito le nostre domande e le risposte dell’Ing. Zambrano.

 Da chi è formata la RTP?

“La Rete delle professioni tecniche (RPT), è stata costituita il 26 giugno 2013. Fanno parte della Rpt: il Consiglio Nazionale degli Ingegneri; il Consiglio Nazionale dei Geologi, il Collegio Nazionale dei Periti agrari e Periti agrari laureati; il Consiglio Nazionale dei Chimici; il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali; il Consiglio nazionale Geometri e Geometri laureati; il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali laureati e il Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. La Rpt rappresenta, attualmente, oltre 600 mila professionisti tecnici”.

 

Chi elegge gli associati che rappresentano i Consigli Nazionali e Collegi in seno alla RTP?

“Non sono previsti meccanismi elettivi. L’assemblea della Rpt è, infatti, costituita per statuto dai presidenti dei rispettivi Consigli Nazionali e Collegi. Ogni presidente può delegare a rappresentarlo in assemblea un proprio consigliere nazionale”.

 

Chi ha autorizzato i Consigli Nazionali e Collegi a partecipare alla RTP?

“I Consigli nazionali e i Collegi, sono stati autorizzati a costituire e a prendere parte alla Rpt sulla base di proprie delibere consiliari”.

 

Quali sono gli obiettivi della RTP?

Le finalità della Rpt, come indicato nello statuto sono quelle di:

a) coordinare la presenza a livello istituzionale degli enti rappresentativi delle professioni tecniche e scientifiche, assicurando che essa sia adeguata al ruolo preminente di tali professioni nel contesto economico e sociale in cui operano;

b) promuovere e incentivare l’utilizzo delle conoscenze tecniche e scientifiche del settore nell’intero territorio nazionale, affinché le attività riconducibili alle professioni dell’area tecnica e scientifica siano coerenti con i principi dello sviluppo sostenibile e della bioeconomia;

c) promuovere l’integrazione delle professioni dell’area tecnica e scientifica nella società civile per rispondere sollecitamente a tutte le sue esigenze;

d) elaborare principi etici e deontologici comuni;

e) fornire consulenza e assistenza agli Associati;

f) promuovere politiche globali riguardanti le costruzioni, l’ambiente, il paesaggio, il territorio e le sue trasformazioni, le risorse e i beni naturali, i rischi, la sicurezza, l’agricoltura, l’alimentazione;

g) promuovere il coordinamento interprofessionale per la formazione di base e l’aggiornamento continuo, anche in relazione ai rapporti con il mondo accademico;

h) promuovere la regolazione ed autoregolamentazione delle competenze professionali anche mediante un tavolo permanente di concertazione e arbitrato;

i) rappresentare, per competenza, il settore delle professioni tecniche e scientifiche, nei limiti dello Statuto, nei confronti delle istituzioni e amministrazioni, delle organizzazioni economiche, politiche, sindacali e sociali, incluse le associazioni di categoria relative a professioni non appartenenti all’area tecnica scientifica;

j) organizzare conferenze professionali, simposi e ogni altro evento utile a promuovere e diffondere le conoscenze tecniche e scientifiche dei diversi settori di competenza;

k) creare le condizioni per il reciproco sostegno e la proficua collaborazione tra le professioni dell’area tecnica e scientifica e tra queste e il mondo della ricerca scientifica e tecnologica, anche attraverso il coordinamento dei Centri studi e commissioni ad hoc per tematiche di interesse comune, ed eventualmente con la costituzione di un Centro Studi comune;

l) promuovere, anche a livello legislativo, l’innovazione della normativa del settore”.

 

Chi finanzia il rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento dell’incarico?

“Il Regolamento, che dovrà disciplinare le modalità di rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento dell’incarico, non è stato ancora emanato. Tuttavia, in attesa dell’emanazione del regolamento, l’assemblea della Rpt ha deliberato che il rimborso delle spese sia, per ciascun componente dell’Assemblea, a totale carico dei rispettivi Consigli nazionali”.

 

Com’è possibile controllare l’operato della RTP?

“I singoli presidenti relazionano, sull’operato della Rpt, ognuno ai rispettivi Consigli i quali esercitano così la funzione di controllo”.

 

A che punto sono i lavori per la realizzazione di un sito web istituzionale?

“Il sito web, raggiungibile al seguente indirizzo www.reteprofessionitecniche.it, sta per essere ultimato. La struttura del sito è pronta e ogni singolo consiglio nazionale o collegio sta provvedendo a caricarne i rispettivi contenuti di competenza. A partire dal 1 novembre 2014 verrà poi aperta la sede della Rete, in Via Barberini 68 int.7 a Roma”.

 

Dopo aver letto, statuto e risposte del numero uno della RTP, mi piacerebbe ricevere l’ultimo bilancio della RTP, sapere quali sono le indennità per tutte le cariche, ma soprattutto capire per quale motivo, in un momento particolare come questo e, perché no, anche per dare un segnale ai 600.000 mila professionisti rappresentati, non si è deciso di utilizzare a rotazione una delle sedi dei Consigli Nazionali associati piuttosto che aprirne una nuova che (naturalmente) comporterà dei costi che, è utile ricordare, sono coperti da tutti gli iscritti agli ordini. Ho già inviato queste ultime domande all’Ing. Zambrano e attendo le sue risposte.

 A cura di Gianluca Oreto – @lucaoreto