N° 25286 - 05/07/2014 16:33 - Stampa - -

DISCUSSIONE DELLA SETTIMANA

40.000 Architetti e Ingegneri al di sotto della soglia di povertà

04/07/2014 – “Circa 40.000 ingegneri ed architetti (il 27% degli iscritti attivi) versano in condizioni economiche al di sotto della soglia di povertà”. Se non ve n’eravate accorti, adesso dovete crederci per forza, a fare questa affermazione è stata niente meno che l’arch. Paola Muratorio Presidente di Inarcassa, ovvero la tanto discussa Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti.

Nel corso della riunione per l’approvazione del Bilancio consuntivo 2013 si è, infatti, discusso della riforma del sistema pensionistico, delle operazioni a sostegno della professione, ma anche delle condizioni in cui versano gli iscritti Inarcassa nell’ultimo anno. Il comunicato di fine riunione ha parlato di maggiore “flessibilità strategica tipica di un operatore di welfare di elevata qualità, che ha saputo sviluppare importanti servizi mirati alla sicurezza sociale, alla tutela sanitaria e al sostegno della libera professione, in favore di una popolazione cresciuta di numero e tendenzialmente più povera (iscritti: 167.092 di cui 77.597 ingegneri e 89.495 architetti; pensionati: 23.080)”.

 

Ma faranno certamente discutere le dichiarazioni della Presidente Muratorio: “Porre gli associati al centro di tutte le scelte: è questo il nostro impegno e la nostra strategia; da qui – ha spiegato Paola Muratorio – l’introduzione di pensioni minime a favore degli iscritti anziani e le agevolazioni alle contribuzioni per quelli più giovani; il programma di finanziamenti volto a sostenere l’attività dei liberi professionisti in difficoltà; la possibilità di coniugare previdenza, assistenza con altre prestazioni e servizi tipici di un “produttore” di welfare integrato. Un pacchetto di iniziative in cui abbiamo investito 98 milioni di euro per il 2013 a fronte, nello stesso periodo, di 79 milioni di euro di nuove pensioni erogate. Non dobbiamo dimenticare infatti, che circa 40.000 ingegneri ed architetti (il 27% degli iscritti attivi) versano in condizioni economiche al di sotto della soglia di povertà. E’ anche, ma non solo, compito della Cassa contribuire a creare le condizioni perché questi colleghi recuperino accettabili livelli di dignità nel lavoro”.

Non saranno certamente d’accordo molti professionisti che proprio in questi giorni hanno lanciato una nuova petizione per richiedere al Presidente Inarcassa di pagare i contributi previdenziali andando in compensazione con i crediti IRPEF, in modo da non doversi indebitare andando a chiedere in prestito il denaro (clicca qui).

Riportiamo, di seguito, un passaggio del comunicato Inarcassa.

L’articolazione e la completezza degli interventi compiuti hanno consentito risultati superiori alle attese. L’avanzo economico di 787 milioni di euro è dovuto ad una significativa crescita del saldo della gestione previdenziale (606 milioni contro i 518 dell’anno precedente) e testimonia la corretta e prudente conduzione del rapporto tra contributi e prestazioni. Al tempo stesso, il conto economico ha beneficiato del positivo andamento della gestione patrimoniale e della costante riduzione dei costi di struttura derivante dagli ulteriori interventi di efficienza operativa adottati nell’anno. L’incremento del patrimonio netto a 7,3 miliardi di euro ed il rendimento del patrimonio gestito per l’esercizio 2013 costituiscono, in continuità con le politiche gestionali e previdenziali, la migliore garanzia della capacità di erogare servizi adeguati nel lungo periodo.

L’attuale contesto economico sembra tuttora non consentire ottimismi nei confronti del futuro delle professioni. Proprio per questo, così come è stato fatto con l’istituzione di Arpinge, società dedicata allo sviluppo di opere infrastrutturali, Inarcassa proseguirà nel suo impegno mettendo a disposizione competenze e risorse a favore delle proprie categorie professionali e di attività di mercato complementari alla sua missione, rafforzando il proprio coinvolgimento sul piano economico e finanziario nazionale. Solo così potrà contribuire a stimolare la domanda di investimenti e l’assunzione di rischi, variabili queste che consentono una crescita stabile dell’economia del Paese.