gen 31 2015

Libretto d’impianto elettrico presto obbligatorio

Il libretto contiene tutte le istruzioni d’uso e manutenzione delle apparecchiature che formano l’impianto.

Per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto elettrico presto dovrebbe diventare obbligatorio richiedere la compilazione di un Libretto d’impianto elettrico.

Il libretto d’impianto contiene tutte le istruzioni d’uso e manutenzione delle apparecchiature che formano l’impianto, le relative garanzie, e ogni informazione fornita dall’impresa installatrice per la sua migliore gestione affinché l’utente abbia la possibilità di adempiere i suoi obblighi e per ottenere le migliori prestazioni previste in tutta sicurezza. Continua

gen 31 2015

Ascensori, cosa cambia con le nuove EN 81-20 e 81-50?

Riformulata la parte del vano di corsa, dell’impianto elettrico, dell’attrezzatura elettrica e delle porte di piano e cabina.

Recentemente tradotte e pubblicate in lingua italiana dall’UNI, le nuove norme europee EN 81-20 e EN 81-50 stabiliscono le regole di sicurezza per la costruzione e l’installazione degli ascensori e si applicano agli impianti elettrici (sia a frizione sia a tamburo) e a quelli idraulici. Queste due nuove norme sono destinare a sostituire le “vecchie” parti 1 e 2 della EN 81.  Continua

gen 31 2015

Attestato di Prestazione Energetica (APE), dall’1 luglio 2015 si ricomincia?

Sarà discusso oggi in Conferenza unificata il decreto interministeriale (Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture) che riscriverà totalmente l’attestato di prestazione energetica con nuovi metodi di calcolo per la misurazione delle prestazioni energetiche e per la compilazione della certificazione energetica.

Il provvedimento definisce le norme tecniche da utilizzare come riferimento per il calcolo della prestazione energetica degli edifici e i requisiti da rispettare nel caso di nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti e riqualificazioni energetiche. In particolare, il decreto interministeriale (Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture) prevede il recepimento dei seguenti punti chiave della direttiva 2010/31/UE: Continua

gen 31 2015

Professioni tecniche: niente decoro per le tariffe

La dignità non è un elemento da prendere in considerazione nella commisurazione delle parcelle professionali. Dopo la Corte di Giustizia Europea, lo ha ribadito l’Antitrust e lo ha, infine, confermato il Consiglio di Stato.

È stata, infatti, pubblicata la Sentenza n. 238/2015 con la quale la Sezione Sesta del Consiglio di Stato ha messo la parola fine sulla vicenda che ha coinvolto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e il Consiglio Nazionale dei Geologi in merito alle regole deontologiche che indicano come criteri di commisurazione delle parcelle la dignità del professionista oltre che la qualità e l’importanza della prestazione.

A cura di Gianluca Oreto – @lucaoreto Tratto dal sito www.lavoripubblici.it

 La vicenda trae le sue origini il 13 marzo 2012 quando la Corte di Giustizia Europea ha ricevuto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato in riferimento alla questione insorta tra l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ed il Consiglio Nazionale dei Geologi che aveva impugnato dal giudice di primo grado due delibere dell’AGCM con le quali il Consiglio era stato multato per aver previsto all’interno del Codice Deontologico la tariffa professionale approvata con D.M. 18/11/1971 e la tariffa in materia di lavori pubblici approvata con D.M. 04/04/2001 quale riferimento legittimo e oggettivo per la determinazione del compenso tra le parti.

 Il TAR respinse il ricorso dei Geologi confermando la tesi dell’Antitrust per la quale i liberi professionisti intellettuali possono essere qualificati come impresa in quanto offrono sul mercato in modo indipendente e stabile i propri servizi professionali, con la conseguenza che gli Ordini professionali possono essere qualificati come “Associazioni di imprese” e il codice deontologico come una “deliberazione di un’associazione di imprese”, suscettibile ad essere sindacata ai sensi del diritto dell’antitrust. I giudici di primo grado diedero ragione all’AGCM per quanto concerne l’errato riferimento alla tariffa professionale contenuta nel codice deontologico, ma gli diedero torto per ciò che attiene al “decoro professionale”.

In seguito, il Consiglio Nazionale dei Geologi propose ricorse presso il Consiglio di Stato chiedendo di sottoporre in via pregiudiziale, alcune questioni alla Corte di giustizia europea.

 Il Consiglio di Stato, accogliendo la richiesta del Consiglio Nazionale dei Geologi, con l’Ordinanza n. 1244 del 5/3/2012, decise di rimettere alla Corte di Giustizia UE una serie di pregiudiziali atte a chiarire:

se le professioni sono o non sono imprese e se devono o non devono sottostare alle regole del mercato;

se la legislazione europea vieta e/o inibisce il riferimento alle componenti di dignità e docoro del professionista nella composizione del compenso professionale;

se nella legislazione europea, il riferimento alle componenti di dignità e decoro professionale comportino effetti restrittivi della concorrenza professionale;

se la legislazione europea stabilisca o meno che i requisiti di dignità e decoro, quali componenti del compenso del professionista in connessione con tariffe definite espressamente come derogabili nei minimi possa ritenersi quale induzione a comportamenti restrittivi della concorrenza;

se la legislazione europea vieti il riferimento alla tariffa professionale quale semplice elemento tecnico-professionale di riferimento per la determinazione dei compensi;

se la legislazione europea vieti la corrispondenza tra l’importanza delle prestazioni, i requisiti di dignità e decoro così come previsto dall’art. 2233 c.c. comma 2 secondo cui “in ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera ed al decoro della professione”;

se il riferimento all’art. 2233, comma 2, c.c. possa ritenersi legittimo e non induzione di effetti restrittivi della concorrenza.

 Confermando la tesi dell’Antitrust e della Corte di Giustizia Europea, anche il Consiglio di Stato ha ammesso che le regole deontologiche, in particolare quella secondo cui a garanzia della qualità delle prestazioni il geologico deve sempre commisurare il compenso al decoro professionale, restringono la concorrenza e non possono essere considerate necessarie al perseguimento di legittimi obiettivi collegati alla tutela del consumatore.

 

Dunque, l’obbligo di commisurare il compenso al decoro professionale si tradurrebbe in una surrettizia reintroduzione dei minimi tariffari, eludendo così l’abolizione degli stessi disposta dal legislatore (art. 2 decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge 4 agosto 2006, n. 248; art. 9 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito in legge 24 marzo 2012, n. 27), con i conseguenti effetti restrittivi della concorrenza.

 

Secondo il CdS non si può, inoltre, ritenere che tale regola deontologica (e il collegato effetto restrittivo della concorrenza che ne deriva) sia necessaria per garantire l’obiettivo della tutela del consumatore, assicurandogli una prestazione di qualità. “Il fine di tutelare il consumatore viene adeguatamente perseguito dall’ordinamento nazionale tramite altri strumenti, che trovano il loro principale ambito di applicazione nella disciplina del singolo rapporto tra professionista e cliente, e si traducono nella previsione di rimedi civilistici, la cui piena operatività non richiede l’attribuzione di alcun potere di vigilanza all’Ordine professionale”.

 Parimenti non si può ritenere che la regola deontologica che impone di praticare compensi commisurati al decoro della professione possa trovare una copertura normativa nell’art. 2233, comma 2, cod. civ. che, occupandosi del contratto d’opera intellettuale, prevede espressamente che “in ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione”. Tale norma, contenuta nel codice civile, si indirizza, infatti, al singolo professionista, disciplinando i suoi rapporti con il cliente nell’ambito del singolo rapporto contrattuale, senza attribuire alcun potere di vigilanza agli Ordini in merito alle scelte contrattuali dei propri iscritti.

 

A fronte di un preciso obbligo civilistico che già lega il compenso professionale al decoro della professione e all’importanza dell’opera, l’introduzione di una regola deontologica volta a ribadire tale obbligo, riservando la vigilanza circa il suo rispetto all’Ordine, e prevedendo l’eventualità di sanzioni disciplinari in caso di inosservanza, appare evidentemente estranea o, comunque, manifestamente non proporzionata, rispetto all’esigenza di fornire al consumatore adeguata tutela.

Accolta, dunque, la tesi dell’AGCM e respinta quella dei Geologi.

Chiudo ricordando una vecchia poesia di Bertold Brecht che recita:

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei

e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,

e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

gen 31 2015

Professioni tecniche: niente decoro per le tariffe

La dignità non è un elemento da prendere in considerazione nella commisurazione delle parcelle professionali. Dopo la Corte di Giustizia Europea, lo ha ribadito l’Antitrust e lo ha, infine, confermato il Consiglio di Stato.

È stata, infatti, pubblicata la Sentenza n. 238/2015 con la quale la Sezione Sesta del Consiglio di Stato ha messo la parola fine sulla vicenda che ha coinvolto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e il Consiglio Nazionale dei Geologi in merito alle regole deontologiche che indicano come criteri di commisurazione delle parcelle la dignità del professionista oltre che la qualità e l’importanza della prestazione. Continua

gen 31 2015

Campagna "E’ casa tua, decidi tu": l’indignazione dei professionisti

Pochi giorni fa ho scritto un articolo che ha subito determinato l’indignazione di chi con onestà lavora nel settore dell’edilizia. L’articolo parlava della Campagna di comunicazione “È casa tua, decidi tu”, voluta dal Governo per informare i cittadini circa la semplificazione delle procedure relative ai lavori di ristrutturazione abitativa introdotte dalla legge Sblocca Italia, pubblicata sull’account YouTube di Palazzo Chigi e andata in onda nei giorni scorsi anche sui canali RAI.

Per il titolo dell’articolo non ho avuto dubbi e ho scelto “La morte delle professioni tecniche in 30 secondi” rilevando che in appena 30 secondi siano stati demoliti decenni di storia tecnica e normativa, cancellando nuovamente la figura del progettista.

Nel video lo speaker afferma “Pochi e semplici le incombenze a carico di chi intende ristrutturare casa, dividerla o unirne due attigue: comunicazione al comune e presentazione di un numero esiguo di documenti, nessun contributo di costruzione e all’accatastamento ci pensa il Comune”.

Parole che non potevano lasciare indifferenti i professionisti dell’area tecnica che hanno letteralmente preso d’assedio i nostri canali social (Facebook, Twitter). Mi sarei aspettato una pronta reazione degli Architetti e degli Ingegneri (Consigli Nazionali), ma ero certo che la prima reazione sarebbe arrivata dal Consiglio Nazionale dei Geometri, soprattutto per la parte finale del video che recitava “…e all’accatastamento ci pensa il Comune”.

I Geometri italiani pur ritenendo l’iniziativa meritoria da un punto di vista della scelta dei mezzi di comunicazione e del principio ispiratore, ne hanno contestato i contenuti che rimandano ai contenuti di legge. In particolare, in base alle nuove disposizioni, la comunicazione d’inizio lavori deve essere tempestivamente inoltrata dal comune alle Entrate. “A fronte dell’oggettiva complessità dell’iter di adeguamento della planimetria catastale – afferma il Consiglio Nazionale dei Geometri – è difficile immaginare che l’Agenzia possa provvedervi in tempo reale, ancor più che tra le opere di manutenzione straordinaria sono incluse la fusione e il frazionamento di unità immobiliari (senza modifica di planimetria e destinazione uso). Facile, invece, immaginare le conseguenze generate da un simile ritardo operativo: nuovi arretrati nell’aggiornamento catastale e allungamento dei tempi di compravendita per i cittadini, ai quali la legge richiede che la planimetria in catasto sia conforme allo stato reale dell’immobile”.

Dunque “A corollario, un effetto che va nella direzione opposta a quella auspicata dalla semplificazione: i cittadini – oltre a non poter gestire direttamente la pratica di variazione catastale – potrebbero avere difficoltà anche solo nel seguirne la tracciabilità a causa di ostacoli “fisiologici”: la mancanza di dialogo tra due amministrazioni – Comune e Agenzia delle Entrate – deputate a svolgere ruoli e funzioni differenti”.

Per questo motivo e sulla base di alcuni emendamenti che erano già stati proposti dalla Rete Professioni Tecniche (RPT) in occasione dell’audizione presso l’VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici alla Camera dei deputati e si una missiva inviata dai Geometri al Presidente del Consiglio e ai vertici del MEF e dell’Agenzia delle Entrate, la categoria ha auspicato un intervento di urgenza per “cancellare un provvedimento normativo foriero di danni e disagi alla collettività”.

A cura di Gianluca Oreto – @lucaoretoTratto dal sito www.Lavori pubblici

gen 30 2015

Regioni: Umbria, anche per Asl 2 elenco professionisti per appalti

Anche l’Azienda sanitaria locale Umbria 2 ha sottoscritto la convenzione per l’utilizzo dell’elenco regionale dei professionisti da invitare alle procedure negoziate per l’affidamento di servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria di importo inferiore a 100 mila euro. Con la firma della convenzione da parte dell’assessore regionale ai lavori pubblici, Stefano Vinti e del direttore generale, Sandro Fratini, l’ASL 2 si aggiunge alla lista dei numerosi Enti (Comuni di Bevagna, Paciano, Panicale, Giove, Trevi, Montefalco, Fratta Todina, Orvieto, Monte Castello di Vibio, Cascia, Monte Santa Maria Tiberina, Monteleone di Spoleto, Sant’Anatolia di Narco, Terni, Piegaro; l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, l’Agenzia Forestale Regionale, l’Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria, l’Universita’ per Stranieri di Perugia e Sviluppumbria S.p.A) che gia’ utilizzano l’elenco. Continua

gen 30 2015

“Vado all’Urp per consegnare il Durc”. Le 10 sigle più astruse della burocrazia

Esempi di efficienza e sintesi nel mondo classico (il romano Spqr), care al futurismo, le sigle sono state pervertite dalla burocrazia italiana, che le ha trasformate in simboli di complicazione e inefficienza.

Il dr (pardon, dottor) Ciro Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale, infallibile grand commis uscito dalla penna del costituzionalista-romanziere Alfonso Celotto, s’è divertito a raccogliere le dieci sigle più inutili, demenziali o astruse e a combinarle in frasi come «vado all’Urp per chiedere il Cup e consegnare il Durc al Rup». Italiano, non grammelot: vado all’Ufficio Relazioni col Pubblico per chiedere il Codice Unico del Progetto e consegnare il Documento Unico di Regolarità Contributiva al Responsabile Unico del Procedimento. «E presto il Durc diventerà Sirce, Sistema Informativo Regolarità Contributiva Edile». Continua

gen 30 2015

Split payment in Legge Stabilità: SOS liquidità imprese

La nuova norma sullo split payment introdotta con la Legge di Stabilità 2015 provoca una immediata contrazione della liquidità a disposizione delle imprese per un totale di 1,5 miliardi, i cui effetti nelle casse delle aziende si faranno sentire fino a metà maggio: lo rileva la CGIA di Mestre, che analizza gli effetti del provvedimento previsto dal comma 629, lettera b, della legge 190/2014.

Split payment

Lo split payment è un meccanismo in base al quale, in un’operazione fra un privato e una PA, l’impresa emette fattura ma non incassa l’IVA, che la PA versa direttamente all’Erario. LEGGI E’ IMPORTANTE

gen 30 2015

Appalti nulli senza concessione edilizia

La sentenza della Cassazione in tema di validità del contratto di appalto per la realizzazione di opere stipulato senza la preventiva esistenza di concessione edilizia.

I contratti di appalto stipulati relativamente alla costruzione di un immobile per il quale non è stata ottenuta la concessione edilizia sono da ritenersi nulli. A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n.21350/2015.

Nullità del contratto

Se l’opera viene realizzata in assenza di permesso di costruire, l’impresa non può pretendere il pagamento, essendo il contratto di appalto nullo ai sensi degli articoli 1346 e 1418 del Codice Civile, violando le norme in materia di urbanistica. Continua

gen 30 2015

False Partite IVA: i controlli 2015

Le norme contro il fenomeno delle false partita IVA sono contenute nella Riforma del Lavoro Fornero dell’estate 2012 ma, di fatto, iniziano a produrre risultati concreti sul fronte dei controlli a partire da questo 2015. È infatti scaduto anche l’ultimo termine per la completa applicabilità della norma, quello del 31 dicembre 2014, per valutare l’eventuale monocommittenza, uno dei paletti contro le false Partite IVA. Quindi i controlli possono ora verificare a 360 gradi la genuinità o meno del rapporto di lavoro autonomo. Continua

gen 29 2015

PMI UMBRIA, ACCORDO GEPAFIN-MONTE PASCHI PER GARANZIE A PRIMA RICHIESTA

Gepafin S.p.A. (laFinanziaria della Regione dell’Umbria) e Banca Monte dei Paschi di Siena hanno firmato in queste ore una convenzione per il rilascio di garanzie a prima richiesta, a favore della Banca e nell’interesse dell’imprenditoria umbra, a fronte di finanziamenti a breve e a medio-lungo termine. Le garanzie saranno rilasciate a copertura del rischio di insolvenza sui finanziamenti concessi, ai sensi della normativa prevista da “Basilea II”, a valere sui Fondi di ingegneria finanziaria “Servizi finanziari alle PMI_POR 2007-2013 – cofinanziato dal FESR” della Regione Umbria che, posti a bando dalla Regione, sono stati aggiudicati all’Associazione Temporanea d’Imprese Prisma 2 di cui Gepafin SpA è capofila. Continua

gen 29 2015

Assicurazione casalinghe. Chi deve pagare. Scadenza 31 gennaio

Ultimi giorni per pagare la polizza casalinghe contro gli infortuni domestici.

La copertura assicurativa è obbligatoria per tutte le persone di età compresa tra 18 e 65 anni (uomini e donne) che svolgono in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, il classico lavoro casalingo (cura della famiglia e della casa).

Ricordiamo che sono invece escluse tutte le persone che svolgono altre attività fuori dalle mura domestiche, che comportino l’iscrizione a forme obbligatorie di previdenza. L’obbligo non sussiste anche per le persone che hanno un reddito inferiore a 4.648,11 euro o che appartengono a un nucleo familiare il cui reddito complessivo non supera i 9.296,22 euro (in questo caso il premio è a carico dello Stato). Continua

gen 29 2015

#AssembleaNazionaleCNI: le proposte degli #ingegneri

l 21 gennaio 2015 si è tenuto a Roma l’Assemblea Nazionale del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI). Al centro del dibattito il tema del lavoro, ma anche il rilancio del Paese attraverso investimenti e innovazioni. Leggi la relazione del Presidente Armando Zambrano.

Crescere individuando le leve della ripresa, investire in infrastrutture moderne, essere competitivi pur in uno scenario globale fortemente critico. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) non ha dubbi: l’Italia ha necessità di essere più efficiente, ma anche di sburocratizzare e semplificare meccanisimi normativi ormai farraginosi. Obiettivi chiari e concreti, fondamentali per la categoria degli ingegneri, terza forza professionale del Paese, alle prese con un contesto di mercato e di regole decisamente drammatico. Continua

gen 29 2015

Ferrovia: raddoppio della tratta Ponte San Giovanni-Sant’Anna

“È stato avviato l’iter per i lavori di raddoppio della tratta ferroviaria fra Ponte San Giovanni e Perugia Sant’Anna, un’altra tappa importante nel processo di potenziamento infrastrutturale e tecnologico della rete ferroviaria dell’Umbria”. L’assessore regionale ai Trasporti, Silvano Rometti, nell’esprimere soddisfazione, rende noto che “Umbria Tpl e mobilità, quale stazione appaltante, ha pubblicato il bando di gara per l’affidamento dei lavori di raddoppio preselettivo della tratta della ferrovia regionale ex Fcu che collega il capoluogo di regione con Ponte San Giovanni, snodo centrale dei collegamenti ferroviari umbri”. Continua

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