feb 11 2015

Permesso di costruire, la Cassazione sull’obbligo di esporre il cartello con gli estremi

ono destinatari dell’obbligo di esporre il cartello con gli estremi del titolo abilitativo il titolare del permesso di costruire, il committente, il costruttore e il direttore dei lavori.

Lo ha ribadito la terza sezione penale della Corte di cassazione con la sentenza n. 537/2015 depositata il 9 gennaio.

«La violazione dell’obbligo di esporre il cartello indicante gli estremi del titolo abilitativo, qualora prescritto dal regolamento edilizio o dal titolo medesimo, già sanzionata sotto la vigenza dell’ormai abrogata L. n. 47 del 1985, è tuttora punita dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, lett. a), in ragione del rapporto di continuità normativa intercorrente tra le diverse disposizioni. I destinatari dell’obbligo vanno individuati nel titolare del permesso di costruire, nel committente, nel costruttore e nel direttore dei lavori», precisa la suprema Corte. Continua

feb 11 2015

Professionisti tecnici, quando scatta l’esercizio abusivo della professione

Sentenza della Cassazione su un geometra cancellato dall’Albo che aveva svolto di fatto l’attività di direttore dei lavori celandosi dietro il collega titolare formale dell’incarico.

Si configura il reato di esercizio abusivo della professione qualora il professionista tecnico, cancellato per dimissioni dall’Albo, svolge di fatto l’attività di direttore dei lavori per un progetto di ristrutturazione di un immobile, redigendo il calcolo metrico estimativo che serve a ottenere il permesso edilizio.

Non conta il fatto che il ruolo formale di direttore di lavori era stato assunto da un’altra persona: infatti tale attività è riservata a chi è iscritto all’Ordine. Continua

feb 11 2015

Regioni: Riommi, spingere su leva innovazione

In Umbria, il percorso verso l’obiettivo di costruire un ecosistema favorevole alle ‘startup’ innovative sembra avviato nella giusta direzione, ma ha bisogno di estendersi, approfondirsi e specializzarsi. E’ una delle valutazioni emerse dall’indagine svolta dall’Agenzia Umbria Ricerche, nell’ambito del Rapporto economico e sociale dell’Umbria 2014, illustrata nel primo dei seminari di approfondimento, dedicato a ‘Dinamiche e strategie d’impresa’ che si e’ svolto oggi a Palazzo Donini e alla quale e’ intervenuto l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi. Continua

feb 11 2015

IVA: lo Split Payment in fatturazione elettronica

Nuova versione del software per la fatturazione elettronica verso la PA in recepimento dello split payment, scissione pagamento IVA, a ridosso dei nuovi obblighi di fattura elettronica.

Il sistema di Interscambio per la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione viene aggiornato per recepire le novità sullo split payment IVA in Legge di Stabilità. In pratica, dallo scorso 1 gennaio è in vigore la misura relativa alla cosiddetta scissione dei pagamenti, per cui i fornitori della PA emettono fattura ma non incassano l’IVA, che la PA versa direttamente al Fisco. Continua

feb 11 2015

Nessun compenso per il mediatore se si è limitato a fare conoscere le parti.

Non sussiste alcun diritto alla provvigione in capo al mediatore quando una prima fase delle trattative, pur avviate con il suo intervento, non ha prodotto un risultato positivo e l’affare si è chiuso successivamente ed in maniera indipendente dall’intervento del mediatore che le ha poste originariamente in contatto.

La ripresa delle trattative, intervenuta per effetto di iniziative nuove, assolutamente non ricollegabili con le precedenti o da queste condizionate, esclude l’utilità dell’originario intervento del mediatore non essendo sufficiente al fine della maturazione del compenso l’aver fatto conoscere tra loro le parti.

La norma d’altro canto è chiara: ai sensi dell’art. 1755 cod. civ. “il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, solo se l’affare è concluso per effetto del suo intervento”.

feb 10 2015

Apparecchi a gas: in vigore la UNI sulla loro classificazione 3 febbraio 2015

UNI segnala l’entrata in vigore, il 22 gennaio scorso, della UNI CEN/TR 1749:2015 che riporta lo “Schema europeo per la classificazione degli apparecchi a gas in funzione del metodo di evacuazione dei prodotti della combustione (tipi)”

Si tratta della versione ufficiale in lingua inglese del rapporto tecnico europeo CEN/TR 1749 (edizione giugno 2014) che fornisce i dettagli di uno schema generale per la classificazione di questi apparecchi secondo il metodo di adduzione dell’aria comburente e di evacuazione dei prodotti della combustione. Tale schema riguarda solo gli apparecchi a gas che sono destinati a essere installati all’interno di edifici o in un luogo parzialmente protetto all’esterno di un edificio.

feb 10 2015

Il registro dell’antincendio: obbligatorio o meno?

Un quesito presentato alla rivista Antincendio riguarda l’obbligatorietà della tenuta del registro antincendio. Da dove deriva questo obbligo. Facciamo il punto sulla normativa di riferimento col nostro Esperto.

Il Quesito

La tenuta del Registro Antincendio, fermi restando gli obblighi di manutenzione nonché la raccolta dei verbali che la testimoniano, è comunque obbligatoria anche per attività soggette alla normativa di igiene e sicurezza sui posti di lavoro, ma non soggetta al controllo dei VV.F.? Continua

feb 10 2015

Bonifica amianto, Inail pubblica le Linee Guida Generali

Le Linee Guida dovrebbero essere adottate durante le attività di bonifica da amianto nei Siti da Bonificare di Interesse Nazionale.

In merito alla corretta gestione delle attività di bonifica nei SIN contaminati da amianto, Inail ha pubblicato le Linee Guida Generali da adottare durante le attività di bonifica da amianto nei Siti da Bonificare di Interesse Nazionale (in allegato). Continua

feb 10 2015

Appalti urgenti o sotto soglia, da Anac le istruzioni

Sugli obblighi informativi per lavori urgenti e indifferibili per i quali la legge Sblocca Italia ha introdotto semplificazioni finalizzate ad accelerare le procedure.

Con il Comunicato del Presidente del 5 febbraio 2015, l’Autorità nazionale anticorruzione fornisce le istruzioni sugli obblighi informativi (nei confronti dell’Anac) e i controlli a campione relativi ai lavori urgenti e indifferibili per i quali la legge Sblocca Italia ha introdotto semplificazioni finalizzate ad accelerare le procedure. Continua

feb 10 2015

Non è un Paese per professionisti Il modello di sviluppo italiano non può emarginare il lavoro autonomo intellettuale.

Di Gaetano Stella,Presidente di Confprofessioni

Senza usare tanti giri di parole, la classe politica italiana ha voltato le spalle ai professionisti e al lavoro autonomo intellettuale. Una scelta di campo miope e imprudente, destinata a vanificare qualsiasi ipotesi di crescita del Paese perché colpisce al cuore le nuove generazioni che hanno scelto di svolgere una attività professionale dopo un faticoso percorso universitario e post universitario, e ora si scontrano con la disillusione delle promesse mancate e con la frustrazione di non riuscire a costruire il loro futuro. Il futuro del Paese.

Anziché puntare sui talenti, sulle competenze e sulle idee più innovative del Paese, si preferisce mantenere la barra su obsoleti schemi politici che, sotto le mentite spoglie delle riforme, mirano soltanto a perpetuare gli errori del passato e a salvaguardare i privilegi di pochi eletti, senza avere il coraggio di guardare in faccia i problemi reali di un Paese che sta cambiando pelle, di affrontare i nodi di una realtà economico-sociale in piena ebollizione.

Il mondo delle professioni rappresenta un settore economico strategico in ogni angolo del mondo. La diffusione dei servizi professionali si colloca all’interno dei processi di ristrutturazione economica a livello globale caratterizzati, nei paesi a sviluppo avanzato, dal continuo ridimensionamento della produzione industriale e dall’espansione del terziario. Ma l’Italia sembra non accorgersene, anzi si ha spesso l’impressione di assistere alla pervicace volontà di ignorare i processi di sviluppo che regolano le economie più competitive e che si basano proprio sul capitale intellettuale. Da noi, invece, si guarda non senza un certo fastidio al lavoro autonomo e professionale, come se fosse una zavorra per la crescita del Paese, vero ostacolo alla restaurazione dello status quo.

Come si può spiegare altrimenti la raffica di provvedimenti legislativi che negli ultimi mesi hanno fiaccato le residue resistenze degli studi professionali? Come possiamo giudicare l’opera di chi con una mano toglie e con l’altra prende? Sul piatto della bilancia infatti pesano, da un lato, l’esclusione dalla cassa integrazione in deroga o il silenzio assordante sulle raccomandazioni della Commissione europea in merito al diritto dei professionisti di accedere ai fondi strutturali europei; dall’altro, incidono la stretta sul nuovo regime dei minimi, l’incremento della doppia tassazione sui rendimenti delle casse previdenziali private e dell’aliquota della gestione separata Inps, l’incremento esponenziale degli adempimenti richiesti ai liberi professionisti nell’esercizio della loro attività. Per non parlare poi di una tassazione erosiva che ha raggiunto livelli paradossali e di una burocrazia invasiva che grava sia in termini di adempimenti sia in termini economici solo sulle spalle del professionista.

Non è il trito e ritrito cahier de doléances dei soliti professionisti con la pancia piena, ma un atto di accusa serio e circostanziato che condanna l’ignoranza e il pressapochismo di una intera classe politica verso un settore economico che ha tutte le carte in regola per competere (ad armi pari) sul mercato e può contribuire alla ripresa del Paese, a cominciare dal rilancio dell’occupazione giovanile che ha raggiunto livelli non degni di un Paese civile e, per inciso, da questo punto di vista il potenziale degli studi professionali è ancora notevole.

Al di là delle ripercussioni sociali e economiche che tali scelte politiche scaricano sui giovani e sulle loro famiglie, troppo spesso si tendono a trascurare le richieste di un mercato che per sopravvivere ha cambiato paradigma. Agli studi professionali vengono richieste sempre nuove competenze e profili innovativi, molti legati alla digitalizzazione e alla informatizzazione. Basterebbe un piccolo sforzo, non necessariamente mentale, per comprendere come questo processo irreversibile abbia imposto ai datori di lavoro-professionisti un cambio di passo per recuperare efficienza nella struttura e nell’organizzazione del lavoro, ma anche per creare società di capitali e multidisciplinari; costruire network e contratti di rete con le imprese; sviluppare nuove competenze e specializzazioni in grado di reinterpretare il lavoro professionale in funzione delle nove esigenze del cliente; gestire in modo imprenditoriale la propria attività, come ha sottolineato anche il gruppo di lavoro europeo sulle libere professioni, previsto dal Piano d’azione per l’imprenditorialità 2020 della Commissione europea.

Per competere sul mercato il professionista ha colto l’opportunità di imprenditorializzarsi, facendo leva su strumenti di marketing e comunicazione, sviluppando maggiori competenze sui temi della finanza e dell’internazionalizzazione, delle nuove tecnologie digitali, ma anche sulle questioni etiche e sociali e su quelle assistenziali e previdenziali. Numerosissimi studi in Italia si sono già riposizionati per reinterpretare il loro ruolo di intermediari qualificati nei rapporti tra la pubblica amministrazione, le imprese e i cittadini, senza alcun sostegno politico ed economico che all’alba del 2015 rimane ancora riserva esclusiva di un modello produttivo che non crea ricchezza per il Paese e che continua a bruciare posti di lavoro.

feb 10 2015

28 febbraio 2015: scade il termine per chiedere la riduzione del premio Inail

’Inail incoraggia già da qualche anno attività di prevenzione alla sicurezza da parte delle aziende. E a questo scopo concede delle riduzione di premio per chi, almeno da due anni, mette in atto iniziative per migliorare, rispetto agli standard previsti dal decreto 81/2008, le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Di quanto si riduce il tasso

La riduzione del tasso di premio ammonta a una percentuale fissa, che diminuisce man mano che aumentano i lavoratori secondo questa progressione: …. Continua

feb 10 2015

Architetti: ridare centralità alle gare di progettazione

E’ un altro traguardo raggiunto verso la ricostruzione dell’Aquila, un ulteriore testimonianza che solo il concorso di architettura può valorizzare la qualità del progetto, ed il segno – dopo la collaborazione con il Comune nella riqualificazione di Piazza D’Armi – dell’impegno degli architetti italiani per la rinascita del capoluogo abruzzese”.

Queste le parole del Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori Leopoldo Freyrie, in occasione della inaugurazione della nuova sede dell’Ordine degli Architetti della provincia dell’ Aquila. Continua

feb 10 2015

Spartan: il nuovo browser di Microsoft

Microsoft Spartan è il nuovo browser destinato a sostituire Internet Explorer 11 in versione Modern e diventare così il programma di navigazione predefinito in Windows 10. Dunque un passaggio nuovo e significativo da parte dell’azienda di Redmond per contrastare la concorrenza serrata di altri browser, fra i quali spiccano Google Chrome e Mozilla Firefox. Continua

feb 10 2015

Artigiani e Commercianti: contributi INPS 2015

Aliquote 2015 per i contributi INPS di artigiani e commercianti, minimali e massimali, calcolo e modalità di versamento, avvisi bonari: circolare e messaggio INPS.

Artigiani e commercianti pagano i contributi previdenziali INPS 2015 applicando un’aliquota del 22,65%: tutte le istruzioni relative a minimali e massimali di reddito, agevolazioni per particularity categorie di lavoratori e imprese, termini e modalità di versamento sono contenute nella circolare INPS 26/2015. Continua

feb 10 2015

Gestione separata, contributi: le aliquote 2015

L’INPS comunica le aliquote 2015 per collaboratori e liberi professionisti iscritti alla gestione separata: massimali e minimali di reddito, calcolo e versamento.

I lavoratori iscritti alla gestione separata INPS, comprese le partite IVA, pagano nel 2015 un’aliquota contributiva del 30%, mentre se sono già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie l’aliquota è del 23,50%: tutte le aliquote 2015 per le varie categorie di collaboratori e liberi professionisti iscritti alla gestione separata sono contenute nella circolare INPS 27/2015. LEGGI

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