feb 27 2015

L’Agenzia delle Entrate ha avviato una selezione pubblica per l’assunzione a tempo indeterminato di 892 unità.

L’Agenzia delle Entrate Direzione Centrale del Personale Ufficio Selezione e inserimento ha avviato una selezione pubblica per l’assunzione a tempo indeterminato di 892 (ottocentonovantadue) unità, per la terza area funzionale, fascia retributiva F1, profilo professionale funzionario, per attività amministrativo-tributaria.

Il numero dei posti è così ripartito in sei regioni:

- Emilia Romagna, posti n. 110

- Liguria, posti n. 20

- Lombardia, posti n. 470

- Piemonte, posti n. 110

- Toscana, posti n. 42

- Veneto, posti n. 140- Leggi Tutto

feb 27 2015

Nuova programmazione dei fondi Europei della Regione Umbria. Quale opportunita’ per Orvieto?

Oggi 27 Febbraio 2015 ore 17,30

VEDI LA LOCANDINA

feb 27 2015

ANTINCENDIO D.lgs 8 marzo 2006 n. 139 art 20 Sanzioni penali e sospensione dell’attività

RICORDA

Chiunque, nelle certificazioni e dichiarazioni rese ai fini del rilascio o del rinnovo del certificato di prevenzione incendi, attesti fatti non rispondenti al vero e’ punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 103 euro a 516 euro.

La stessa pena si applica a chi falsifica o altera le certificazioni e dichiarazioni medesime.

feb 27 2015

IL DOPPIO LAVORO: le incompatibilità dei pubblici dipendenti nell’attività libero professionale.

La legge prevede che in alcuni casi e se espressamente autorizzati, i dipendenti pubblici possano svolgere un secondo lavoro:

Quando, come e con quali limitazioni il doppio lavoro è possibile

È giusto che sia consentito a chi ha uno stipendio pagato dallo stato, con tutte le garanzie connesse, fare concorrenza i liberi professionisti che non hanno nessuna garanzia?

Le incompatibilità: i possibili conflitti d’interessi tra incarico professionale e ruolo di controllore nell’attività del pubblico dipendente;

Come avvengono i controlli da parte della P.A. per evitare abusi nello svolgimento delle funzioni?

Un percorso per rispondere a queste domande e costruire una proposta che impedisca abusi, concorrenza sleale, diversità di trattamenti e tutto quanto i liberi professionisti, sono costretti a subire. Ne vogliamo parlare? info.cse@gmail.com

feb 26 2015

Architetti e ingegneri? Poveri, ma onesti

I conti delle casse professionali parlano chiaro: i “nuovi poveri”, quelli colpiti maggiormente dalla crisi, sono i professionisti. Una volta considerati rappresentanti di una categoria privilegiata, invidiati per la possibilità di svolgere un lavoro appassionante e remunerativo (a fronte di un lungo percorso di preparazione sia in termini accademici che di “gavetta” sul campo) adesso lamentano una situazione ai limiti della drammaticità.

Nello specifico, per quanto riguarda gli architetti e gli ingegneri, il 27% vive in condizioni economiche al di sotto della soglia di povertà e anche chi guadagna ha visto scendere il suo reddito in modo significativo con un calo fino al 6%.

Paola Muratorio, presidente di Inarcassa (la Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti) fa i conti nelle tasche di architetti e ingegneri: «I pesanti effetti della crisi sul mercato del lavoro e sui livelli occupazionali hanno spinto le iscrizioni, rendendo apparentemente più appetibile l’esercizio della professione». Ma gli stessi fattori si sono poi riflessi sulla domanda di servizi, contraendola con conseguenze ormai note: «redditi medi in continua flessione, con una perdita del 30 per cento circa, ed emergenze sociali in progressivo aumento».

Secondo i dati di un’indagine condotta dal Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociologiche e di Mercato nell’Edilizia), poi, per quanto riguarda gli architetti il reddito medio della professione è attorno ai 17 mila euro annui, in cinque anni la perdita di guadagno è stata del 40% e in più aumentano vertiginosamente le prestazioni non pagate (il 68% degli architetti vanta crediti nei confronti di aziende private e il 32% verso la pubblica amministrazione).

La recessione e la mancanza di lavoro fa sì che gli studi restino piccoli, con un reddito medio di 38 mila euro, in genere hanno un dipendente non architetto e 1,5 collaboratori a partita Iva. I giovani stanno messi peggio: dopo cinque anni di professione il loro reddito mensile è ancora attorno ai 1.200 euro mensili e il tasso di disoccupazione è attorno al 30%.

L’attuale contesto economico sembra tuttora non consentire ottimismi nei confronti del futuro delle professioni. Eppure nell’opinione pubblica anche architetti e ingegneri, al pari di medici e dentisti, sono dei “furbetti” che dichiarano meno di quanto guadagnano. Si tratta di stereotipi o c’è un fondo di verità? Secondo il presidente di Inarcassa evadere le tasse, in termini previdenziali, non è da “furbetti”, ma da sciocchi irresponsabili perché si mette a rischio la pensione futura. Quindi, conferma, «nessun evasore tra di noi».

Architetti e ingegneri: alla luce del mercato del lavoro, della domanda di servizi e dei salari, restano due professioni appetibili?

«Personalmente ritengo di sì. Ma questa domanda andrebbe fatta al Governo, che non può più ignorare che la ripresa del nostro Paese passa anche dai liberi professionisti. Basti pensare al territorio e alle infrastrutture sociali: non vi è futuro per l’Italia senza quegli interventi indispensabili a riavviare i settori affini al nostro Dna di architetti e ingegneri».

Qual è la situazione attuale di un vostro professionista in termini di occupazione e redditi?

«Il tasso di disoccupazione dei laureati in età 25-34 anni ha raggiunto il 18,6%. È la mancanza di opportunità nel lavoro dipendente che spinge i giovani verso la libera professione, e questo a dispetto del crollo dei redditi (con un -30% dal 2007 al 2013) intervenuto in questi anni di crisi. Gli iscritti a Inarcassa continuano ad aumentare perché, soprattutto per gli architetti, non vi sono occasioni diverse se non quelle di aprire una partita Iva sperando di riuscire a lavorare e sopravvivere. La conseguenza è che parte di loro abbandona la professione, mentre altri rimangono iscritti con fatturati e redditi estremamente bassi».

Quindi cosa significa oggi essere ingegnere o architetto?

«Le professioni di ingegnere e architetto si configurano ancora come professioni dinamiche, attraenti e giovani, però sono mestieri che stanno cambiando: le opportunità di progettare nuovi edifici, saranno sempre meno, mentre cresceranno gli interventi di manutenzione e riqualificazione dell’esistente. Su questi temi è necessario concentrare le competenze».

Nonostante il fatto che la crisi abbia colpito un po’ tutte le categorie nell’immaginario collettivo i professionisti sono “ricchi ed evasori”. Quanto c’è di vero?

«L’idea che i professionisti siano dei privilegiati è uno dei tanti cliché con i quali dobbiamo confrontarci quotidianamente, e che – come la maggior parte dei luoghi comuni – sono spesso frutto di una interpretazione semplicistica di realtà che mal si conoscono. Nessuno sembra voler ricordare che i liberi professionisti sono anch’essi lavoratori, per di più privi di qualsiasi tutela, come la cassa integrazione, e patiscono in misura uguale se non maggiore le difficoltà economiche del Paese rispetto al mondo imprenditoriale».

Volendo fare qualche esempio in termini di reddito?

«Per ingegneri e architetti lo confermano gli ultimi dati certificati: 60.000 nostri associati (40% del totale) hanno dichiarato per il 2012 redditi fra gli 8.000 e i 26.000 euro, e 40.000 (27% del totale) un reddito inferiore agli 8.000 euro e quindi sotto la soglia di povertà. Eppure questi professionisti collaborano anche a finanziare – con i risparmi della spending review che tutte le casse previdenziali sono obbligate a riversare allo Stato – gli 80 euro a favore dei lavoratori dipendenti. Dipendenti fra cui c’è anche chi, nel pomeriggio, svolge la libera professione e accede al contributo grazie all’evidenza fiscale della sola busta paga. Perché i 60.000 nostri iscritti che ricadono nei limiti di reddito di questa agevolazione non vi possono accedere? Sono cittadini di serie B?».

Redditi medi in continua flessione ed emergenze sociali in progressivo aumento. Cosa fa Inarcassa per intervenire?

«In questo contesto Inarcassa, di fronte alle necessità di una popolazione cresciuta in modo esponenziale ma sempre più povera, ha sviluppato un vero e proprio sistema di welfare integrato, con tantissimi servizi mirati alla sicurezza sociale, alla tutela sanitaria e al sostegno alla professione, che solo per il 2014 ammontano a 74 milioni di euro».

Secondo le sue fonti, quanto è diffuso nella categoria il fenomeno dell’evasione fiscale? Di più o di meno rispetto agli altri professionisti?

«Sono stufa di sentir dire che i professionisti sono evasori: in Inarcassa non ve ne sono, perché ormai da molti anni incrociamo i dati reddituali, dichiarati ai fini previdenziali, con quelli dell’anagrafe tributaria. Se esistono professionisti che evadono il fisco, lo Stato li deve perseguire, come deve perseguire qualsiasi altro cittadino che non paga le tasse».

Come fa ad essere sicura che non ci siano evasori tra i vostri iscritti?

«Semplicemente perché basta confrontare la drammatica riduzione del loro reddito con l’andamento degli investimenti in costruzioni».

Attenzione però a non confondere fisco e previdenza.

«Non è “furbo” dichiarare a Inarcassa redditi al ribasso, perché è un “falso risparmio” che mette a rischio l’importo della pensione futura di ciascuno di noi, in special modo ora con il metodo di calcolo contributivo. La previdenza è una conquista sociale irrinunciabile. Un risparmio “volontariamente forzoso” per garantire continuità sostanziale al nostro tenore di vita. In questo senso, la previdenza è una regola, una regola che vale per tutti e che per sua natura deve essere costante e sostenibile nel lungo periodo».

feb 26 2015

Casse di Previdenza Professionali: verso quale domani

Reggio Emilia sarà per un giorno “capitale delle professioni italiane”. E’ infatti previsto per venerdì 27 febbraio alle ore 9,00 presso il centro internazionale Malaguzzi, il convegno nazionale “Casse di previdenza professionali: verso quale domani” con tutti i protagonisti del settore, dalla vicepresidente della commissione bicamerale di controllo on. Titti Di Salvo, al direttore del Censis Giuseppe Roma, ad AdEPP – l’associazione degli enti previdenziali privati, alla quasi totalità dei presidenti nazionali degli Ordini professionali e delle rispettive Casse di previdenza. Continua

feb 26 2015

Partita iva 2015 ordinario, regime nuovi e vecchi minimi. Differenze tasse, spese, aliquote. Quale scegliere i pro e contro

E’ stata prorogata fino al 31 dicembre 2015 la possibilità di aderire l vecchio regime dei minimi per chi decide di avviare una nuova attività e aprire una Partita Iva. I professionisti e lavoratori autonomi ancora per un anno avranno dunque la possibilità di scegliere un regime fiscale agevolato al 5% purchè ricevano compensi fino a 30mila euro. Resta però il vicolo di adesione a questo regime per cinque anni o fino al compimento del 35esimo anno di età. Continua

feb 26 2015

Appalti pubblici, nuova Guida ITACA per la trasparenza della fase esecutiva

Approvate dalla Conferenza delle regioni anche le indicazioni operative per la verifica di congruità degli oneri aziendali della sicurezza nei contratti di lavori pubblici. Nella seduta del 19 febbraio 2015, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato la “Guida alla redazione dei documenti per la trasparenza e tracciabilità della fase esecutiva dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture”, adottata dal Consiglio Direttivo di ITACA il 18 dicembre 2014, e dalla Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio nella seduta del 18 febbraio 2015. Continua

feb 26 2015

Liberalizzazioni: farmacisti, avvocati e ingegneri preparano rivolta su Twitter

Farmacisti, avvocati e ingegneri preparano su Facebook e Twitter la rivolta per le mancate liberalizzazioni. A scatenare l’ira dei farmacisti è stata la mancata liberalizzazione dei farmaci di fascia C, che ha lasciato a bocca asciutta le parafarmacie ormai pronte al salto.

Per gli avvocati invece la goccia che ha fatto traboccare il vaso è il contributo associativo di 4mila euro l’anno alla Cassa forense: un contributo che non tiene conto del reddito e non tutti potranno permettersi. Poi ci sono i tassisti e ancora i liberi professionisti e coloro che lavorano a partita Iva. Continua

feb 26 2015

Competenze dei geometri e degli ingegneri, nuova sentenza del Consiglio di Stato

Annullata la delibera di un Comune che faceva rientrare tra le competenze professionali dei geometri la progettazione e direzione dei lavori di modeste costruzioni almeno fino a 1500 mc. Con la sentenza n. 883 del 23 febbraio 2015, il Consiglio di Stato (sezione quinta) ha accolto il ricorso proposto in primo grado dall’Ordine degli ingegneri di Verona e provincia e ha annullato una delibera della Giunta del Comune di Torri del Benaco. Continua

feb 26 2015

Madri ingegnere: per il 53% la maternità ha peggiorato la carriera

Il Consiglio Nazionale evidenzia la disparità di trattamento tra mamme dipendenti e libere professioniste.

Per il 53% delle donne ingegnere avere avuto uno o più figli ha condizionato negativamente il proprio percorso di carriera; la situazione peggiora per le libere professioniste che in caso di gravidanza non godono delle stesse tutele delle dipendenti.

Questo il dato più preoccupante che emerge dall’indagine effettuata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri, sul tema della maternità e della paternità presentata ieri a Roma in occasione dell’evento “Ingenio al femminile. Storie di donne che lasciano il segno”. Continua

feb 26 2015

Rapporto Censis: Terni, in aumento furti in abitazione

Secondo un recente studio del Censis, in dieci anni – tra il 2004 e il 2013 – i furti in appartamento nella provincia di Terni sono aumentati del 243,7%: la città si piazza al quarto posto della classifica nazionale, preceduta da Forlì-Cesena (al primo posto, +312,9%), Mantova (+251,3%) e Udine (+250,0%).

Se si considerano però il numero di reati rispetto alla popolazione residente, le province dell’Umbria non sono contemplate nella graduatoria Censis; tantomeno, Terni e Perugia rientrano nell’altra graduatoria, quella relativa alle province più battute dai ladri. Continua

feb 26 2015

Terni, 850 mila euro per continuare la bonifica di Papigno

«Potranno essere proseguiti gli interventi di bonifica nell’area degli ex stabilimenti elettrochimici di Papigno: il Ministero dell’Ambiente ha infatti accolto la nostra richiesta e ha impegnato a favore della Regione Umbria oltre 850mila euro». È quanto rende noto l’assessore all’Ambiente e Riqualificazione urbana, Silvano Rometti, sottolineando «l’importanza del finanziamento che verrà erogato dal Ministero e che permetterà il completamento della bonifica dell’edificio F nell’area dell’ex stabilimento di Papigno, accelerando la conclusione degli interventi di bonifica già avviati». Continua

feb 26 2015

Cassa integrazione in deroga, Riommi scrive al ministro: “In Umbria mancano 26 milioni di euro”

Il mancato stanziamento di ulteriori risorse sta gravemente penalizzando i 13mila lavoratori umbri in cassa integrazione in deroga, fra i quali c’è anche chi da quasi un anno non percepisce alcun sostegno al reddito”. L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi, con una lettera al ministro del Lavoro Giuliano Poletti è tornato a evidenziare la situazione di “grave difficoltà” che si sta determinando in Umbria per il perdurare del blocco delle risorse nazionali e a sollecitare l’attribuzione delle risorse disponibili per la chiusura dell’annualità 2014 e un confronto sugli stanziamenti per il 2015. Continua

feb 26 2015

Umbria:Regione e Sindacati parlano di ‘piattaforma casa’

Un confronto che metta al centro le politiche abitative degli anziani, necessario per indirizzare al meglio le norme e le risorse comunitarie, nazionali e regionali. È il senso della ‘piattaforma casa’ che le organizzazioni sindacali Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno discusso con l’assessore alle politiche abitative della regione Umbria, Stefano Vinti. “Abbiamo sviluppato un primo confronto utile – ha affermato Vinti – su molti temi c’è condivisione. Continua

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