N° 25394 - 19/07/2014 10:16 - Stampa - -

DISCUSSIONE DELLA SETTIMANA

18/07/2014 – La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge n. 90/2014 mi ha offerto qualche giorno fa uno spunto di riflessione sull’utilità della Rete delle Professioni

Tecniche (RPT). Al mio spunto ha risposto presente il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, nonché Coordinatore della RPT Armando Zambrano che senza mezze misure ha parlato di grande successo per l’organismo che raccoglie 600 mila professionisti dell’area tecnica.

 La risposta di Armando Zambrano

“Ricordo a chi ne mette in discussione l’utilità – afferma Zambrano – che la Rete delle Professioni Tecniche è nata in primo luogo per coordinare la presenza a livello istituzionale degli enti rappresentativi delle professioni tecniche e scientifiche che vi aderiscono. In questo senso ha ottenuto importanti e significativi riscontri, essendo ormai riconosciuta a livello istituzionale come rappresentante delle nove professioni coinvolte. Presentandosi non singolarmente ma come Rete, tutte le professioni tecniche hanno accresciuto la capacità di incidere sui processi anche normativi che le vedevano prima ai margini”.

 Quindi il Coordinatore della Rete pone l’accento, tra gli altri, sul significativo risultato ottenuto in occasione della promulgazione del Decreto n.143 (31 ottobre 2013), recante la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all’architettura ed all’ingegneria, da anni atteso da tutti professionisti del settore.

 “Senza l’azione incisiva della Rete delle Professioni Tecniche – rivendica Zambrano – questo decreto non avrebbe mai visto la luce. Oltre a questo sono decine le proposte di legge, gli emendamenti e i documenti elaborati e condivisi in seno alla Rete che hanno trovato grande attenzione in seno alle istituzioni e alle forze politiche, soprattutto perché elaborati da un nuovo soggetto che rappresenta oltre 600 mila professionisti. In questo senso, La Rete ha dato voce unitaria alle istanze di professioni che costituiscono il patrimonio di conoscenze tecniche e scientifiche del paese. Questo è stato ed è un grande successo”.

 “Certamente – conclude Zambrano – occorre fare dei passi avanti. La scelta di formalizzare la nascita di questo nuovo soggetto attraverso la sottoscrizione di un formale statuto e di dare alla nuova associazione un’organizzazione autonoma, negli ultimi mesi è stata rallentata dall’impegno che ci ha visti protagonisti sulle cose concrete. Ma il percorso sta per arrivare a compimento. Nel mese di settembre, ad esempio, la Rete potrà contare su una sede propria e il suo sito Internet è in corso di implementazione. Forse in questi mesi abbiamo più “fatto” che “comunicato”. Questo anche perché, in molti dei tavoli nei quali siamo coinvolti, ci si chiede più di avere contributi concreti che non azioni mediatiche di corto respiro”.

 Le mie considerazioni

Partendo dalla parte finale della risposta e quindi dalla possibilità di migliorare l’attuale situazione, mi chiedo e chiedo al Coordinatore Zambrano:

la promulgazione del decreto n. 143/2013 sulla determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara risponde a tutte le perplessità manifestate nell’articolo?

nell’era della comunicazione, del web e dei social network è possibile non associare alle “presunte” azioni concrete anche sufficienti azioni mediatiche che mettano a conoscenza i 600 mila professionisti dell’area tecnica di ciò che sta accadendo?

come mai i singoli Consigli Nazionali hanno avuto il tempo di emettere con assiduità comunicati stampa sui temi più disparati, mentre la RPT non è quasi mai intervenuta?

quali sono i risultati concreti per i professionisti che ogni giorno devono contrastare con una normativa tecnica impazzita, un mercato ridotto all’osso e i continui oneri che il Governo impone (assicurazione, POS, formazione, previdenza,…)?

 Per ultimo, il mio precedente articolo (clicca qui) facendo riferimento al percorso di conversione in legge del D.L. n. 90/2014 chiedeva alla Rete delle Professioni Tecniche e al suo coordinatore di prendere (e rendere nota) una chiara posizione sul problema dell’incentivo del 2% alla progettazione per i tecnici della P.A. La risposta di Zambrano è stata chiarificatrice?

 Pur comprendendo che il problema dell’incentivo sia tale solo in un periodo di “vacche anoressiche” come questo, ci rendiamo conto che i professionisti, oggi più che mai, hanno bisogno di sostegno e di sapere che i propri rappresentanti stanno facendo l’impossibile per difendere i loro (pur ridotti al lumicino) diritti.

 Sarebbe, infine, molto interessante sapere cosa ne pensano della Rete delle Professioni Tecniche anche gli altri protagonisti che ne fanno parte come Leopoldo Freyrie del CNAPPC, Gian Vito Graziano presidente dei Geologi o Maurizio Savoncelli presidente dei Geometri.

 Attendo fiduciosa la risposta del Coordinatore Zambrano. Ilenia Cicirello